Il dg dell'Azienda sanitaria udinese lascia. «Molla in piena emergenza»

Il dirigente: «A definire la data saranno le due regioni. Mi avvicino a casa». Il Pd e i Cittadini: «Preoccupante»



UDINE. Massimo Braganti lascia la direzione dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale “chiamato” dalla Regione Umbria a ricoprire il ruolo di direttore centrale «Salute e Welfare».


La notizia è rimbalzata ieri in Friuli, dopo la deliberazione della giunta umbra cui seguirà il decreto di nomina firmato dalla presidente della Regione, Donatella Tesei. Inattesa e preoccupante considerato il momento di difficoltà e pressione cui è sottoposta, causa virus, la sanità in regione. Non è ancora dato sapere la data di trasferimento del direttore di Asufc in Umbria. «A definire la data saranno le due Regioni, di mio voglio evitare di creare problemi da dove vado via e laddove arrivo» ha detto ieri sera Braganti commentando la notizia divenuta prima ufficiale e subito dopo pubblica. «Il mio nome era in diverse rose, ma la cosa si è concretizzata solo stamattina. Per me significa tornare in realtà che conosco» ha detto il dg.

Classe 1958, Braganti è nato infatti a Sansepolcro (Arezzo), si è laureato in Economia e Commercio a Firenze e ha maturato negli anni un’ampia esperienza professionale in campo gestionale sanitario, prima in Toscana, poi in Umbria e infine in Fvg. «Ora mi riavvicino a casa – ha aggiunto – il che mi consentirà di gestire al meglio la situazione famigliare, elemento che mi ha spinto ad accettare». Non senza qualche rammarico. «Non sono purtroppo riuscito a finire quel che volevo e dovevo fare. Sono arrivato il 1 gennaio 2020 e meno di due mesi dopo è esplosa la pandemia». Che ha poi dettato tempi e nuove priorità.

Braganti plaude al sistema sanitario Fvg e ai suoi uomini: «Passare da 95 posti Covid a 460 in altre regioni non sarebbe stato possibile. Il merito va alle strutture e ai professionisti che colgo qui l’occasione per ringraziare. Tutti». «Mi sono trovato molto bene in Friuli – conclude –. È stato per me un periodo di arricchimento professionale e il fatto di avere eccezionali collaboratori mi ha permesso di superare molte difficoltà».

Le reazioni non si sono fatte attendere. «Nel momento peggiore per la nostra regione, in piena pandemia (con dati ancora preoccupanti), sul sistema sanitario cade un’altra pesante tegola con la fuga del direttore della più grande azienda territoriale del Fvg. Ennesimo segnale del fatto che il governo della sanità è evidentemente sfuggito di mano alla giunta Fedriga» ha commentato la notizia Diego Moretti, capogruppo del Pd in consiglio regionale. «La fuga di Braganti da Udine verso l’Umbria non può essere considerata solamente una questione personale – ha aggiunto il Dem –. Il sistema sanitario regionale è sempre meno attraente nei confronti di professionisti e dirigenti, in un momento in cui non solo bisogna gestire la più grande emergenza mai vissuta dal Fvg, ma è necessario organizzare la ripresa post Covid». Gi ha fatto eco Simona Liguori (Cittadini): «Sono a dir poco preoccupata e sconcertata perché il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria udinese molla nel bel mezzo di un’emergenza che non ha precedenti e che richiede il contributo di tutti, specialmente di chi ricopre ruoli strategici». 
 

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