Ustionata, muore 13 giorni dopo l’incidente

Patrizia Grimaz aveva 59 anni. Nello scontro del primo aprile aveva perso la vita il quarantacinquenne Ermanno Germano

MORTEGLIANO. È morta mercoledì 14 aprile, poco prima delle 11, al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Villa Scassi di Genova, dopo tredici giorni dall’incidente in cui era rimasta coinvolta lo scorso 1 aprile e nel quale aveva perso la vita Ermanno Germano, 45 anni, residente a Flumignano. Troppo gravi le ustioni di terzo grado riportate al volto e alle mani. Patrizia Grimaz, che aveva compiuto 59 anni il 2 aprile, peraltro lo stesso giorno in cui avrebbe compiuto 46 anni Ermanno Germano, era stata ricoverata prima all’ospedale di Udine e poi trasferita a Genova.

Lo scontro tra la motocicletta condotta da Germano e l’auto guidata da Grimaz era avvenuto lungo la provinciale 78, a Mortegliano, all’intersezione tra le vie Talmassons e Cormor. La Ducati Monster guidata dal quarantaseienne stava sopraggiungendo dal centro. La donna al volante dell’utilitaria, invece, proveniva da Talmassons e doveva svoltare a sinistra. L’impatto era stato violento, tanto che l’utilitaria aveva preso fuoco. Il conducente di una betoniera, il primo a prestare soccorso, aveva utilizzato l’acqua all’interno della cisterna per spegnere le fiamme, che avevano avvolto l’abitacolo.

Le condizioni della donna erano apparse subito molto gravi. Martedì, intanto, l’autopsia sul corpo di Germano aveva confermato il nesso di causa con l’incidente. Originaria di Treppo Grande, Patrizia Grimaz si era trasferita da circa un anno a Mortegliano ed era in procinto di trasferirsi nuovamente, a Rivignano. La sera in cui si è verificato l’incidente stava ultimando il trasloco nella nuova abitazione. Operaia alla Freud di Fagagna, Grimaz, rimasta vedova alcuni anni fa, lascia i figli, Alessandro e Giorgio Francesco e i suoi adorati nipoti. «Ciao mamma, sei stata e continuerai a essere un punto di riferimento per tutti noi – il ricordo affettuoso dei figli –. Una donna forte e coraggiosa, premurosa con chi le stava accanto e dal grande cuore. Una donna energica, con la passione per il ballo.

Animava le serate con la sola luce dei suoi occhi. Ha lasciato il segno nel cuore di chi l’ha conosciuta e per questo rimarrà viva nella memoria di chi la ama». Allegra, solare e sempre disponibile, così la ricordano gli amici Paolo Govetto e Lucia Carbonera. «Ci considerava la sua seconda famiglia. Ci sentivamo tutti i giorni. Era una donna splendida». Il sindaco, Roberto Zuliani, esprime ai familiari la vicinanza della comunità. 


 

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