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Covid, come riconosco i sintomi? E quali sono le differenze della variante inglese? Domande e risposte del Ministero della salute

UDINE. Sembra proprio che ogni fase della pandemia si caratterizzi per sintomi diversi provocati dal Covid-19 soprattutto nei pazienti meno gravi, curati a domicilio. Se inizialmente la perdita di gusto e olfatto non lasciava ombra di dubbio sulla presenza del Sars-CoV2, oggi sono il senso di nausea, l'affaticamento e i dolori muscolari a trasformarsi in veri e propri campanelli di allarme. Chi manifesta questi sintomi è abbastanza probabile che sia stato colpito dal virus. Lo rivela uno studio inglese svolto su 19 mila pazienti tra il 27 maggio e il 4 dicembre scorsi.

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Quali sono i sintomi classici del Covid-19?
Nella circolare emanata lo scorso 8 gennaio, il direttore generale del Ministero della salute, Gianni Rezza, indica tosse, febbre, dispnea, perdita del gusto e dell'olfatto, cefalea, brividi, vomito e diarrea.

Con la variante inglese diventata ormai prevalente, cosa è cambiato?
Stando allo studio inglese, ora non tutti i malati di Covid-19 manifestano tosse, febbre e perdita del gusto e dell'olfatto. Alle volte lamentano due o uno solo di questi sintomi. A differenza della prima ondata, non tutte le persone colpite dal Sars-Cov2 vengono ricoverate in ospedale. Nella terza ondata la febbre non è sempre presente e quando compare spesso non raggiunge i livelli di allora, ora nella stragrande maggioranza dei casi i malati di Covid lamentano spossatezza.

Questi sintomi per quanto tempo si manifestano?
Alle volte perdurano a lungo e, secondo gli autori dello studio, si evidenziano più frequentemente tra i pazienti curati a domicilio.

I sintomi provocati dalle varianti sono gli stessi manifestati dai contagiati nella prima ora?Proprio perché la variante inglese è più contagiosa e quindi colpisce anche i giovani, tant'è che nei reparti di malattie infettive non mancano i cinquantenni e i sessantenni, in questo momento i sintomi lamentati dalle persone non gravi sono molto simili a quelli provocati da una normale influenza. Esclusi i casi gravi, i più giovani sviluppano meno polmoniti e vengono curati a casa. Anche in Friuli Venezia Giulia si punta sulle cure domiciliari proprio per evitare di intasare i reparti ospedalieri.

Quali sono i sintomi segnalati più frequentemente dai pazienti curati a domicilio?
In questo momento prevalgono la sensazione di malessere, mal di testa, nausea e pure disturbi intestinali risultano abbastanza frequenti.Chi si ammala di Covid quindi non perde più il gusto e l'olfatto?Rispetto alla prima ondata, avviene in un numero di casi inferiore anche se questa tesi non è ancora supportata da alcun studio scientifico.

I sintomi gastrointestinali invece sono molto frequenti?
Non necessariamente, ma quando si presentano sono piuttosto fastidiosi. Stiamo parlando di dolori addominali, vomito e diarrea. Alcune persone lamentano dolore allo stomaco, senza tosse e senza febbre. I disturbi gastrointestinali sono presenti anche tra i ricoverati in ospedale?Alle volte sì, solo che a differenza della prima ondata non vengono indicati come sintomi di accompagnamento. Nella prima ondata non conoscevamo questo aspetto e, in alcuni casi, questi sintomi non sono stati collegati al Sars-Cov2.

Certi sintomi possono protrarsi anche dopo la guarigione?
Diversi studi confermano che la stragrande maggioranza dei pazienti Covid che hanno sviluppato infezioni importanti, si portano in dote l'affaticamento, cefalee, difficoltà respiratorie e pure la mancanza del gusto e dell'olfatto. Anche a distanza di mesi c'è che soffre per i sintomi post Covid.

In regione sono stati attivati i centri per la cura dei pazienti nella fase post Covid?
No, al momento non ci sono strutture dedicate alla cura dei pazienti post Covid. In Friuli Venezia Giulia nessuno ritiene di investire sull'allestimento di un unico centro di cura, sono in molti a ritenere sia preferibile creare percorsi specifici per accompagnare i pazienti dai diversi specialisti che devono essere coinvolti. 

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