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Morta a 63 anni Vania Toffolon, la parrucchiera con il sorriso

TAVAGNACCO. Si è spento il sorriso radioso dell’imprenditrice Vania Toffolon, figura molto conosciuta sul territorio comunale di Tavagnacco per aver gestito, per oltre due decenni, il salone di parrucchiera “Quelle vanitose”, al centro commerciale Palladio.

Aveva 63 anni: a portarla via, mercoledì, è stato un male contro il quale la signora ha combattuto con grande determinazione e coraggio, ma che purtroppo non le ha lasciato scampo.

Resta adesso il suo ricordo luminoso, l’immagine di una donna accogliente, serena e particolarmente portata al contatto umano, che ispirava simpatia e fiducia: non a caso Vania, originaria di Annone Veneto e trasferitasi in Friuli per lavoro, tanto tempo fa appunto, vantava una fitta rete di affezionate clienti, che ne apprezzavano il modo di fare, il dinamismo – viene descritta come un’«instancabile lavoratrice» – e naturalmente la grande professionalità.

Una figura stimata, dunque, e benvoluta, fattori che hanno amplificato lo sconcerto e il dolore per la sua prematura scomparsa. Vania Toffolon, che lascia il fratello Graziano, la sorella Marilena, la cognata Susanna e i nipoti, era come detto nativa del Veneto, dove risiede la sua famiglia e dove verrà sepolta.

I funerali saranno celebrati sabato pomeriggio, alle 16, nella chiesa di San Vitale, ad Annone Veneto, in provincia di Venezia.

Da quel centro la signora si era appunto spostata nell’Udinese, per avviare la propria attività imprenditoriale; stabilitasi in Comune di Tricesimo, aveva deciso di aprire il salone in quello di Tavagnacco, giudicandolo un’area strategica, capace di offrire un bacino di utenza ampio.

La scelta si era presto rivelata vincente, grazie soprattutto alle qualità dell’imprenditrice, che come detto aveva subito saputo farsi benvolere.

Ultimamente Vania Toffolon gestiva da sola l’attività, ma in passato era stata anche affiancata da alcuni collaboratori. Forte l’affetto che la clientela aveva maturato nei suoi confronti; e l’imprenditrice ricambiava, come attesta il desiderio da lei stessa espresso ai familiari all’aggravarsi della malattia.

«Era sua volontà – fanno sapere i congiunti della signora – ringraziare quanti frequentavano il suo salone e tutti i friulani per averla accolta con tanto amore».
 

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