Decessi e terapie intensive, quelle curve che ancora non scendono. Il nuovo rapporto Gimbe sul Covid: meglio in Friuli Venezia Giulia

UDINE. Con le riaperture e il progressivo ritorno alla zona gialla farà risalire la curva epidemica "anche se mitigata dalla ridotta probabilità di contagio all'aperto per l'aumento delle temperature". E' il monito lanciato da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che segnala anche una circostanza da non sottovalutare: si riaprirebbe in una situazione in cui, con i numeri attuali del contagio, non è ancora possibile riprendere le redini del tracciamento. "Se gli effetti di un'Italia rosso-arancione si protrarranno per almeno 3 settimane, il progressivo ritorno al giallo determinerà inevitabilmente una risalita della curva epidemica, anche se mitigata dalla ridotta probabilità di contagio all'aperto per l'aumento delle temperature", spiega.

Commentando i dati dell'ultimo report sul monitoraggio indipendente dei dati di Covid-19 in Italia, messo in campo dalla Fondazione, Cartabellotta evidenzia: "Se in vista della stagione estiva la priorità del Paese è rappresentata dalle progressive riaperture per rilanciare l'economia e placare le tensioni sociali, è indispensabile ribadire alcune dinamiche della pandemia e della campagna vaccinale per guidare Governo e Regioni in questa fase strategica e per una corretta informazione della popolazione".

"In tempi brevi - fa notare Cartabellotta - non esiste alcuna possibilità di ridurre i contagi a 50 per 100.000 abitanti al fine di riprendere il tracciamento, attività peraltro mai potenziata dalle Regioni. Infine, la progressione della campagna vaccinale permetterà di mettere in sicurezza, auspicabilmente prima dell'estate, over 70 e fragili con notevole impatto su ospedalizzazioni e decessi, ma non sulla circolazione del virus che richiederà di mantenere tutte le misure individuali. Ecco perché è fondamentale inserire tra i parametri per le riaperture specifici target di copertura vaccinale per le categorie a rischio".



I dati del Fvg
Nella settimana dal 7 al 13 aprile migliora in Friuli Venezia Giulia l'indicatore relativo ai «casi attualmente positivi per 100.000 abitanti» (sono 873) e si registra una diminuzione dei nuovi casi, pari al 26,1%, rispetto alla settimana precedente.

PER APPROFONDIRE. Dall’indice Rt all’occupazione dei posti letto in ospedale, che cosa dice la bozza di monitoraggio del governo

Sopra la soglia di saturazione rimangono invece i posti letto in area medica e terapia intensiva occupati da pazienti Covid-19, con percentuali rispettivamente pari a 39 e 43. È quanto risulta dal monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe sull'andamento della pandemia in Fvg. Tra gli altri dati in evidenza nel report, è pari al 7,7% la percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, sopra la media italiana del 6,8%.


LEGGI ANCHE.  Le riaperture di maggio: prima i ristoranti, poi cinema, palestre e piscine. Il nodo degli spostamenti tra regioni


La percentuale di over 80 che ha completato il ciclo vaccinale in Fvg, riferisce Gimbe, è pari al 44,7%, anche in questo caso al di sopra della media italiana (43,9%). Al di sotto della media del 3%, invece, la percentuale di popolazione di età compresa tra i 70 e i 79 anni che ha completato il ciclo: è l'1,9%,
 

✉ Coronavirus, iscriviti alla nostra newsletter settimanale: è gratuita

La situazione in Italia

Frenano i contagi da Sars-CoV-2 in Italia, ma non i morti: "Nella settimana 7-13 aprile 2021, rispetto alla precedente", si è registrata "una diminuzione" del 15,4% "nei nuovi casi (106.326 contro 125.695), a fronte di un aumento" del 7,5% "nei decessi (3.083 contro 2.868)". E' quanto segnala il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, secondo cui risultano in calo del 6,6% "i casi attualmente positivi (-36.485, per un totale di 519.220) e del 6,5% le persone in isolamento domiciliare (33.883 in meno, -6,5% per un totale di 488.742)". Così come scendono dell'8,1% i ricoveri con sintomi (sono 26.952, cioè 2.385 in meno) e del 5,8% le terapie intensive (3.526, cioè 217 in meno rispetto alla settimana precedente). "I nuovi casi e la loro variazione percentuale continuano a scendere - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - ma con un bacino di 520 mila casi attualmente positivi è impossibile riprendere il tracciamento dei contatti". Il dato nazionale risente di eterogeneità regionali "notevoli", riportano gli autori del monitoraggio. Si rilevano infatti un aumento della variazione percentuale dei nuovi casi in 6 Regioni, in particolare Basilicata e Calabria, e un incremento dei casi attualmente positivi in 5 Regioni.


Ancora oltre 200 ingressi al giorno in terapia intensiva

Se da un lato frenano in contagi da coronavirus Sars-CoV-2 in Italia, sul fronte ospedaliero "oltre 200 pazienti al giorno entrano ancora in terapia intensiva". A rilevarlo è l'ultimo report di Gimbe che fa il punto sull'andamento di Covid-19 nella settimana dal 7 al 13 aprile. Il monitoraggio indipendente portato avanti dalla Fondazione segnala che "sul fronte ospedaliero le curve dei ricoveri con sintomi e delle terapie intensive hanno iniziato una discesa lenta e irregolare. Ma i numeri assoluti restano elevati e in molte Regioni gli ospedali sono ancora in affanno", afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui servizi sanitari di Gimbe.

E infatti, le soglie di allerta di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid in area medica (sopra 40%) e in terapia intensiva (sopra 30%) si attestano a livello nazionale rispettivamente al 41% e al 39%. In particolare sono sopra soglia 7 Regioni per l'area medica e 13 per le terapie intensive. "Si conferma il calo dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva - spiega Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione - ma la media mobile a 7 giorni rimane superiore ai 200 ingressi al giorno".

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi