Operatrice no vax positiva al tampone, l’Asfo: “Monitorate le procedure di tutela della salute degli operatori, pronti a intervenire contro chi non si è vaccinato”

SAN VITO. Sono cinque gli operatori sanitari positivi al Covid all’hospice di San Vito al Tagliamento. Contagiati anche due pazienti, subito trasferiti in ospedale, uno dei quali deceduto per diverse e pregresse patologie.

Nelle scorse settimane era risultata positiva un’operatrice della struttura, che non si era vaccinata per scelta, e che si trova in quarantena.

Di qui tutti i controlli, con i tamponi rapidi e molecolari sugli altri operatori e su tutti i pazienti. Dopo iniziali esiti negativi, il contagio si è allargato.

Nei giorni scorsi la scoperta delle nuove positività.

E in merito a quanto successo c’è da registrare la presa di posizione dell’Azienda sanitaria Friuli occidentale.

“In riferimento alle notizie apparse sulla stampa su potenziali contagi da Covid-19 avvenuti tra operatori sanitari e due utenti all’hospice di San Vito, Asfo – si legge in una nota – ritiene opportuno precisare quanto segue.

La promozione della vaccinazione anticovid tra gli operatori sanitari è stata effettuata da parte dell’Azienda garantendo agli stessi più sedute vaccinali dedicate presso le sedi ospedaliere, raggiungendo tassi di copertura molto alti tra le diverse qualifiche dei dipendenti.

Sono state mantenute e monitorate le procedure di tutela della salute degli operatori, richiedendo sempre, indipendentemente dallo stato vaccinale, l’attento utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e l’applicazione delle altre misure di tutela indicate nei protocolli operativi.

Anche dopo l’inizio della campagna vaccinale, non sono cambiate le frequenze più stringenti (ogni 15 giorni) con le quali agli operatori viene eseguito il tampone rino-faringeo anche a tutela dei pazienti più fragili”.

Asfo, inoltre, fa presente che lo specifico stato vaccinale di ciascun lavoratore “può essere reso noto solo al medico competente responsabile, secondo le norme vigenti, della sorveglianza sanitaria e non ad altri dirigenti dell’azienda.

La stessa Azienda ricorda, peraltro, che il direttore della Sorveglianza sanitaria e benessere organizzativo sta contattando da alcune settimane proattivamente in via diretta, i pochi lavoratori non ancora vaccinati per approfondirne le motivazioni, in alcuni casi cliniche, che non hanno suggerito agli stessi di eseguire l’immunizzazione attiva.

In aggiunta, è opportuno precisare che a valle del decreto legge 44 del 1 Aprile 2021 lo specifico articolo 4 prevede una articolata procedura affinchè il datore di lavoro possa, nei confronti degli “operatori di interesse sanitario”, attivare il percorso previsto dalla norma finalizzata alla vaccinazione obbligatoria”.

Intanto il consigliere regionale Tiziano Centis (Cittadini) ha depositato un’interrogazione urgente per accertarsi che la Regione agisca affinché, dando subito seguito alle recenti disposizioni nazionali sull’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, le Aziende sanitarie procedano senza perdere un giorno alle verifiche, alla fissazione degli appuntamenti vaccinali e alla pronta sospensione di chi rifiuterà la somministrazione, in assenza di giustificati motivi medici. 

“Al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza”, la vaccinazione gratuita per la prevenzione dell'infezione da Sars-Cov-2 costituisce – ricorda Centis- requisito essenziale per l'esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati. 

“Il decreto in vigore - spiega Centis - prevede una precisa procedura per accertare se l’operatore sanitario è stato vaccinato e, in caso contrario, lo deve esortare a farlo.

La procedura prevede come ultima istanza l’eventuale sospensione dal servizio di chi si rifiuta di vaccinarsi.

E’ importante che chi è a stretto contatto con i pazienti, persone fragili e di conseguenza più a rischio di altri nelle conseguenze della malattia, debba essere vaccinato per escludere la possibilità di essere veicolo di contagio.

Ecco perché la Regione deve dare velocemente piena attuazione a questa procedura, evitando così che si verifichino episodi incresciosi come quello accaduto a San Vito.

E’ indispensabile, in questo momento più che mai, adottare tutte le misure possibili per tutelare la salute dei pazienti e di chi si trova nelle strutture sanitarie.

Ed è compito della Regione agire subito in modo che le regole si rispettino e si eviti il nascere di nuovi focolai.”

Secondo quanto previsto dal decreto, infatti, le Regioni hanno 10 giorni di tempo, dal momento in cui hanno ricevuto gli elenchi provenienti anche dagli ordini professionali oltre che dai datori di lavoro, per verificare tramite i relativi sistemi informativi lo stato vaccinale di ciascuno dei soggetti rientranti negli elenchi.

Le stesse sono tenute, “nel rispetto delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali”, ad una segnalazione immediata alle Aziende sanitarie competenti dei nominativi di coloro relativamente ai quali non risulta l'effettuazione della vaccinazione anti Covid o la presentazione della richiesta di vaccinazione nelle modalità stabilite nell'ambito della campagna vaccinale in atto.

Considerato che proprio in questi giorni dovrebbe ricevere dalla Regione gli elenchi del personale sanitario non vaccinato, è essenziale che Asfo, come le altre aziende sanitarie regionali, assolva ai suoi compiti con la massima celerità. 

“Gli operatori sanitari della nostra Regione - conclude Centis -  hanno le più alte percentuali di adesione alla campagna vaccinale, ma bastano anche soltanto pochi casi fuori controllo e viene compromesso tutto il lavoro svolto per mettere in sicurezza le strutture sanitarie.

Episodi come quello avvenuto a San Vito non devono mai più accadere. Per questo invito l’assessore a fare in modo che si applichino pienamente le disposizioni del decreto”. 

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi