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Covid, il protocollo per le riaperture: docce saponate prima di entrare in piscina e in palestra macchinari distanziati due metri

UDINE. In settimana, come spiegato dalla ministra per gli Affari Regionali Maria Stella Gelmini, "definiremo il cronoprogramma delle riaperture". Che prenderanno il via da maggio, anche se resta uno spiraglio per la data del 26 aprile. Giovedì, 15 aprile, le Regioni hanno stilato un protocollo che presenteranno al Governo. In queste sei pagine, stilate da un gruppo ristretto di esperti, sono elencate tutte le regole della ripartenza. Dai ristoranti ai cinema, fino alle piscine e alle palestre (Qui il testo integrale della bozza del documento). 

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I governatori guidati dal neo-presidente leghista della Conferenza, Massimiliano Fedriga, vogliono alzare al più presto le saracinesche delle «attività maggiormente penalizzate», anche rispettando regole più stringenti di quelle sin qui adottate. «In base all’evoluzione dello scenario epidemiologico — si legge nel testo — le misure indicate potranno essere rimodulate, anche in senso più restrittivo». 

PER APPROFONDIRE. La prenotazione, l’obbligo di mascherina, tavoli distanziati e le disposizioni per i buffet: il nuovo protocollo per i ristoranti 

Palestre

Per le regioni, seguendo le linee guida, queste strutture possono aprire anche in scenari ad alto rischio. Gli ingressi e le attività devono essere pianificati (es.con prenotazione) e regolamentati per evitare assembramenti. Può essere rilevata la temperatura corporea e impedito l’accesso oltre i 37,5 gradi. Spazi, spogliatoi e docce vanno organizzati in modo da garantire la distanza di 2 metri, che può diventare 1 quando non si svolge attività fisica. Le macchine delle palestre devono essere disinfettate dopo ogni uso. Porte e finestre devono restare aperte «il piu possibile».

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Piscine

La proposta delle regioni si occupa delle piscine pubbliche e di quelle «finalizzate a uso collettivo». La densità di affollamento in vasca «è calcolata con un indice di 7mq di superficie di acqua a persona», quindi ridotta rispetto ai 10 metri consentiti quando le piscine erano state riaperte. Nelle aree verdi e nelle aree solarium deve essere garantita una superficie di 10 mq per ogni ombrellone e la distanzia di 1 metro tra lettini e sdraio. Prima di entrare in vasca è obbligatoria la doccia saponata. «È obbligatorio l’uso della cuffia, è vietato sputare, soffiarsi il naso, urinare in acqua».

I frequentatori «devono rispettare rigorosamente le indicazioni di istruttori e assistenti ai bagnanti. I gestori dovranno privilegiare gli accessi tramite prenotazione e, ove possibile, provvedere a una segnaletica che, anche attraverso monitor o maxi schermi, faciliti gli spostamenti, la gestione dei flussi e il rispetto delle regole. Il distanziamento dovrà essere di due metri: ad esempio prevedendo postazioni d’uso alternate o separando le postazioni con apposite barriere.

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