Riparte il mercato, ma pochi gli affari «La zona rossa ci ha penalizzato»

Gli ambulanti: alcuni hanno perso anche il 60% degli incassi «Ci vogliono almeno due o tre settimane per il rilancio»

sacile

Il mercato ambulante riapre con circa 120 banchi, ma resta il peso del fatturato perso.


«Tanta gente ieri tra i banchi, ma pochi gli affari». È questa la diagnosi del comitato ambulanti dopo le prime sei ore di mercato in zona arancione. «Servono tre mercati per riprendere le vendite dopo la sospensione imposta dalla zona rossa – dicono gli ambulanti –. Il danno del Covid si misura nel calo delle vendite pari al 30-40% nei settori abbigliamento e merci extra alimentari».

La curiosità. «Nessuna multa – riferisce Stefano Antonel, comandante della polizia locale – nell’area del mercato». Il commercio riparte e la categoria raccoglie la sfida: allo sportello sindacale Fiva e Uil-Tucs offrono consulenze per chiedere ristori e agevolazioni fiscali. «Mercato sicuro anti Covid – valuta Arone Silvestri davanti al suo storico banco –. Ingressi contingentati con gel e distanze anti assembramento». Un altro ambulante aggiunge. «Ripartiamo a Sacile con entusiasmo e aspettiamo la zona gialla per aumentare i clienti».

La zona gialla farà aumentare i clienti in arrivo da altri territori. «In questo mese di chiusura in zona rossa ci siamo arrangiati anche con le consegne a domicilio – raccontano alcuni ambulanti stranieri –. L’obiettivo è quello di riprendere il fatturato pre Covid». I commercianti fanno i conti sulle pesanti perdite di fatturato durante le chiusure: per gli operatori alimentari una media a ventaglio di meno 25-30% a causa dei numeri bassi di clienti. Le punte sono quelle del 60% di perdite per chi vende alcuni prodotti in particolari: per esempio gli alimentari tipici delle fiere e le merci extra alimentari sono precipitate del 40%.

«In vendita alcune postazioni a Sacile e a Pordenone». Ci sono ambulanti pronti a cambiare mestiere, perché i ristori sono «insufficienti – valutano alla Uil-Tucs –. Per esempio 1.200 euro, massimo duemila euro e non si vive».

Le imprese commerciali tirano fuori i muscoli ma rischiano di rimetterci. «Chiediamo che il Governo ci consenta di aprire con le misure necessarie, anche nelle future ed eventuali zone rosse – è una richiesta Uil-Tucs –. Nel 2020 abbiamo dimostrato che si può fare un mercato in piena sicurezza, con l’autoriduzione della metratura dei posteggi, la sorveglianza degli agenti comunali, le misure di distanziamento, protezione e disinfezione per operatori e clienti».

Come ieri a Sacile. «Il commercio ambulante e nei negozi soffre la concorrenza delle vendite on line – rileva la Uil-Tucs –. Occorre quindi valorizzare lo shopping tradizionale che riempie la città di gente». —



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