È morto Giannino Cautero, lo storico di Codroipo e punto di riferimento del "Ponte"

CODROIPO. Codroipo ha perso un referente delle proprie memorie: è mancato a 94 anni Giannino Cautero, già economo del Comune e testimone della storia del paese, per patologie legate all’età.

Grande il dispiacere di tantissimi che hanno stimato Cautero e gli hanno voluto bene. «Una persona speciale, un aiuto prezioso nelle nostre ricerche, un maestro di signorilità e generosità. Ci mancherai»: così Maurizio Zorzini, pure appassionato di documentazione storica di Codroipo. Cautero è stato anche una colonna del periodico codroipese “Il ponte” e del suo storico direttore, Renzo Calligaris. Oltre che sempre attendibile per informazioni sugli accadimenti nel tempo, “Gianni”, come era anche chiamato, era il braccio logistico del mensile, coinvolgendo perfino i familiari quando c’era da etichettare e spedire i fascicoli, attesi dalle famiglie del Medio Friuli, distribuiti gratis e redatti da volontari.


«Quando i collaboratori si trovavano alla fine di una stagione di pubblicazioni, ad esempio ad aprire un panettone a Natale – ricorda Pierino Donada, un altro che al Ponte era sempre presente a dare una mano – Giannino teneva banco con i suoi aneddoti storici, raccontati con una simpatia e umanità uniche» Donada, che è stato sindaco di Codroipo, ha conosciuto Cautero anche alla scrivania del municipio: «Persona schietta, serio e rigoroso nel suo lavoro, amichevole e disponibile con tutti. Erano anni non facili quanto a finanze – riferisce Donada – e quando gli impiegati venivano a chiedere la sostituzione delle matite, lui mostrava che, infilando un cappuccio di penna all’estremità, potevano durare ancora.

Siamo tutti addolorati e ci stringiamo alla famiglia». Giannino era nato in pieno periodo fascista, ma di andare a marciare il sabato non gli andava troppo – riferiscono i familiari –, ma sul finire della guerra era stato inquadrato nella Todt. Aveva studiato a Udine fino al livello delle attuali secondarie di primo grado. Appassionato di ricordi soprattutto del periodo di guerra, è ancora visibile in internet un video in cui racconta in un’intervista – sempre in friulano, come amava esprimersi – il bombardamento alla stazione di Codroipo («Il giorno più lungo, il 12 ottobre 1944»). Importante la pubblicazione “Dal 1919 sempre Biancorossi”, con prefazione di Bruno Pizzul, sul calcio di Codroipo, dove era portiere il fratello Teofano. Lui stesso aveva giocato nella “Juventina”.

Giannino lascia nel dolore la moglie Vienda Molaro e, oltre a Teofano, i figli Bruno, bancario in pensione, Marina infermiera a Udine, Laura già responsabile al Tulipano di Codroipo, Monica all’Electrolux di Porcia. Il funerale lunedì alle 15 in duomo, il rosario domenica alle 17.45.

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