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Rientro in classe per tutti, Fedriga teme l'aumento dei contagi: “Molti presidi chiedono il turno unico ma resta il nodo dei trasporti”

UDINE. «La riapertura delle scuole al cento per cento è la scelta che mi preoccupa di più. C’è un’organizzazione importante» che va messa a punto, un «limite fisico». Questa la dichiarazione del presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, rilasciata ai microfoni di Radio24, poche ore dopo la conferenza stampa del premier, Mario Draghi, e del ministro della Salute, Roberto Speranza. La preoccupazione di Fedriga è quella di dover riaprire le scuole e di ritrovarsi nuovamente con i contagi in salita. Il timore può essere giustificato soprattutto se verranno meno i doppi turni di ingresso negli istituiti superiori, in quel caso infatti potrebbero riproporsi le difficoltà emerse in passato per garantire il distanziamento sociale sui pullman in arrivo alle 8.

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Non a caso Fedriga, soffermandosi proprio sui problemi di trasporto, ha avvertito: «Importante è che poi non si dia la responsabilità agli enti locali. Ne abbiamo discusso con Anci e Upi, per avere un autobus serve più di un anno. Si possono utilizzare bus turistici ma non nelle aree urbane. Mi auguro che il Governo avendo preso questa scelta proponga anche le soluzioni», ha concluso Fedriga. Il problema non è banale, tant’è che lo scorso dicembre sono dovuti intervenire i prefetti. In quell’occasione sono stati introdotti i doppi turni poco amati dalla maggior parte dei dirigenti scolastici che ora chiede di poter ripristinare il turno unico.

Il nodo trasporti
È vero che il Governo ha finanziato il potenziamento dei trasporti, ma è anche vero che, secondo le stime fatte in passato, in Friuli Venezia Giulia per garantire il distanziamento sociale sugli autobus e, quindi, gli ingressi nelle scuole a turno unico, la flotta dei mezzi pubblici andrebbe incrementata di circa 400 pullman. Al momento, con i doppi turni, l’Azienda che gestisce il trasporto pubblico locale e le Ferrovie dello Stato hanno potenziato le linee con 120 mezzi e 12 treni. Questa scelta tiene conto anche della carenza di autisti e delle difficoltà ad accedere nei centri storici con mezzi troppo grandi. Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha già incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e, nei prossimi giorni, analizzerà la situazioni anche con i prefetti e i direttori degli Uffici scolastici regionali. Il Governo non ha intenzione di fare alcun passo indietro.

Quarantene e contagi
Garantire il rispetto delle misure di contenimento del contagio sui mezzi pubblici è fondamentale per ridurre la circolazione del virus anche all’interno delle aule. Nel caso di contagi tra gli studenti e gli insegnanti, rischia di dover andare in quarantena l’intera classe. Il timore del presidente Fedriga è proprio quello di vedere lievitare nuovamente i contagi nella fascia d’età tra 10 e 20 anni come era accaduto nei mesi scorsi.
 

La situazione è delicata anche perché i genitori continuano a far pressione affinché la didattica venga garantita in presenza al 100 per cento anche in zona arancione. Non a caso nel cronoprogramma annunciato da Draghi, nelle zone gialle e arancioni, è prevista la riapertura le scuole di ogni ordine e grado, fino alla fine dell’anno scolastico.

Nelle zone rosse, invece, è previsto il rientro in classe per gli alunni dalle materne alla terza media e dal 50 al 75 per certo per gli studenti delle superiori. Le regole restano quelle fissate dal protocollo approvato lo scorso agosto: distanziamento di almeno un metro, obbligo di mascherina dai sei anni in su, lavaggio delle mani e aerazione tra una lezione e l’altra. 

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