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Dai trasporti agli orari, dai doppi turni al rischio di contagio con intere classi in quarantena: tutti i nodi da sciogliere per il rientro a scuola

UDINE. Con la capienza ridotta a metà, il trasporto scolastico rimane carente come lo era un anno fa e lo scorso settembre.

È questo il vero nodo da sciogliere per garantire il rientro in classe in sicurezza al 100 per cento degli oltre 140 mila studenti della regione.

Il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, in settimana, assieme ai presidenti dell’Upi e dell’Anci nazionale, porterà la questione sul tavolo del Governo.

Il trasporto

«C’è un limite fisiologico rappresentato dal numero insufficiente di bus. Come Conferenza delle Regioni, assieme ad Upi e Anci abbiamo chiesto un incontro al Governo per rivedere gli orari di entrata e uscita dalle scuole», ha detto Fedriga, domenica 18 aprile, rispondendo alle domande di Lucia Annunziata nel corso di “Mezz’ora in più”.

Secondo Fedriga non si può parlare di inefficienza, bensì di procedure che rallentano ogni cosa: «Neppure se avessimo iniziato a lavorare il primo giorno dopo l’inizio della pandemia – ha aggiunto – avremmo i bus nuovi».

Resta il fatto che ora rischiano di essere insufficienti anche i piani messi a punto, lo scorso dicembre, dai prefetti per garantire il rientro in classe di almeno il 75 per cento degli allievi. Ecco perché Fedriga pensa agli ingressi scaglionati.

Orari

La questione degli orari è tutt’altro che banale. L’idea di potenziare i turni non convince tutti i dirigenti scolastici che, da Cividale a Codroipo e Udine, chiedono da tempo al prefetto di poter tornare al turno unico come a Pordenone.

Gli ingressi diversificati creano non pochi disagi agli studenti che arrivano da lontano e pure agli insegnanti che, alle volte, si ritrovano con le lezioni distribuite dalle 8 alle 15.

Affollamento nelle aule 

Non sarà facile mantenere gli studenti a un metro di distanza uno dall’altro nelle classi con più di 20 allievi.

Dipende dagli spazi, ma non in tutte le scuole ci sono locali abbastanza ampi da garantire il rispetto delle misure anti contagio.

I presidi dovranno rispolverare i piani messi a punto lo scorso settembre compreso il sistema di sorveglianza per vigilare sul rispetto delle regole. Un sistema che già si avvale anche dei volontari della Protezione civile.

Ordinanze e decreti

Dall’inizio dell’anno scolastico presidi, insegnanti e studenti sono alle prese con continue chiusure e riaperture parziali delle scuole.

Avviata regolarmente, l’attività didattica si è interrotta il 28 ottobre quando nelle scuole superiori le lezioni in presenza sono state ridotte al 50 per cento per arrivare poi alla didattica a distanza al 100 per cento.

Il rientro parziale avvenuto a febbraio è stato interrotto a metà marzo.

E se ora materne, primarie e medie sono riaperte, lunedì rientreranno tutti gli studenti delle superiori.

Contagi e quarantene 

Il timore di andare incontri a nuovi contagi c’è. In quel caso classi intere rischiano di finire in quarantena.

Da qui il timore di dover riaffrontare altre difficoltà legate anche alla didattica a distanza. —

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