Meno ricoverati e meno malati gravi, in calo i decessi: in Fvg la situazione migliora, ma c’è l’incognita delle scuole

UDINE. Una settimana di complessivo miglioramento per i principali indicatori dell’epidemia da Covid 19 in Friuli Venezia Giulia.

Lo evidenzia il professor Vincenzo Della Mea, docente di Informatica medica del Dipartimento di scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’Università di Udine.

Ma ci sono - sempre secondo le valutazioni dello studioso - un paio di elementi da considerare con grande attenzione.

Primo la presenza, costante, di persone infette, segno che il virus circola ancora. Secondo il possibile effetto della riapertura delle scuole, che potrebbe ripercuotersi presto sui numeri dell’epidemia.

«Tra il 12 aprile e domenica 18 - spiega Della Mea - la notizia migliore che possiamo registrare è il calo dell’occupazione dei letti di terapia intensiva e dei reparti ordinari che aspettavamo da un po’ e che si è concretizzato.

Nei reparti la diminuzione è più importante rispetto alle terapie intensive. C’è stata una flessione anche lì, ma nel reparto per malati gravi siamo ancora a livelli alti, sopra la famosa soglia del 30%.

Certo fino a pochi giorni fa eravamo abituati a livelli altissimi, mai raggiunti prima, quindi ben venga la diminuzione.

Invece il calo dei contagiati non è più così marcato come nelle settimane precedenti. Conta la zona arancione che ha meno vincoli rispetto alla zona rossa?

Non lo so se conta già questo, abbiamo fatto comunque tanti tamponi, ma facendoli abbiamo trovato più contagiati, ciò significa che la circolazione del virus è attiva».

«L’altra notizia confortante - continua il professore di Uniud – è il calo dei decessi, non riscontravamo questi numeri dai primi di marzo.

In quest’ultimo percorso che abbiamo attraversato, il Pordenonese è sempre stato a livelli bassi riguardo i contagi, è una cosa davvero particolare, anche rispetto ai picchi delle altre province.

La mobilità era comunque limitata, ma non può essere l’unico fattore.

Queste differenze regionali sono difficili da spiegare, adesso c’è il caso Trieste che, al contrario di Pordenone, “balla” sulla soglia dei 250 casi per 100 mila contagi».

«Una previsione per la prossima settimana? Sono state riaperte le scuole, inizieremo a vedere gli effetti - conclude Della Mea - . Andando verso la bella stagione gli effetti negativi saranno attenuati, ma non saranno segnali da trascurare.

Potremmo passare un’estate apparentemente tranquilla, ma poi con i primi freddi potremmo tornare a soffrire.

Riguardo ai vaccini, dobbiamo prendere a esempio l’Inghilterra: bisogna fare tante vaccinazioni in tempi rapidi». —

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