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Friuli orientale, orario libero in sette comuni: barbieri, parrucchieri, estetisti aperti anche la domenica

Aperti senza vincoli parrucchieri, estetisti, tatuatori e professionisti del piercing La Comunità del Friuli orientale conta 90 attività e 200 addetti del settore

CIVIDALE. Vincoli orari addio. Parrucchieri, estetiste, tatuatori e professionisti del piercing potranno lavorare anche di domenica, già a partire dal 25 aprile, in tutti i sette Comuni della Comunità del Friuli orientale, che comprende le municipalità di Cividale, Moimacco, Prepotto, Premariacco, Remanzacco, Buttrio e San Giovanni al Natisone.

I rispettivi sindaci hanno infatti deciso di emettere un’ordinanza che sarà sì adottata Comune per Comune, a firma dei singoli primi cittadini, ma che risulterà univoca nelle finalità e dunque nei contenuti, consentendo l’estensione, su tutto il territorio, degli orari di apertura per le categorie professionali citate.

Grazie al provvedimento tali attività – il cui totale, nei sette comprensori in questione, si aggira su quota 90, con una forza lavoro sull’ordine delle 200 unità – avranno appunto la possibilità, in deroga alla vigente regolamentazione, di accogliere la clientela anche nella giornata di domenica e con un piano orario liberamente definito, che tuttavia, nel caso di esercizi ubicati all’interno di strutture commerciali, dovrà rispettare quello delle stesse.

Alcuni degli interessati, comunque, hanno già anticipato che la domenica non intendono lavorare.

«La decisione che abbiamo preso – motiva il presidente della Comunità, Enrico Basaldella, primo cittadino di Moimacco – è finalizzata ad agevolare al massimo il rispetto delle normative anti-Covid, offrendo agli imprenditori una maggiore flessibilità organizzativa e dunque una migliore gestione degli appuntamenti, in modo tale da prevenire il rischio della compresenza di troppe persone e di aumentare, conseguentemente, il grado di sicurezza dei clienti».

Ribadisce il concetto il sindaco di Cividale, Daniela Bernardi, confermando che la scelta «frutto di un confronto con Confartigianato» è mirata ad agevolare l’attività lavorativa, dandole ossigeno dopo i ripetuti stop e conciliandola, nel contempo, con l’imperativo della cautela, che deve necessariamente rimanere ai massimi livelli.

Per le categorie interessate, dunque, un importante sviluppo: «Solo nella nostra città – rileva il consigliere cividalese con delega alle attività produttive, Manlio Boccolini – contiamo oltre 40 realtà imprenditoriali del settore, per una forza lavoro vicina alle 120 persone».

La rimanenza, dunque una cinquantina di artigiani del benessere, sono distribuiti negli altri sei Comuni.

Soddisfazione per il provvedimento è espressa dal presidente mandamentale di Confartigianato, Giusto Maurig.

«La richiesta – ricorda – era partita proprio da Confartigianato, che con questo suggerimento avanzato ai Comuni voleva farsi incontro alle esigenze di una categoria che ha perso molto, consentendole di ripartire e di rifidelizzare i clienti tramite una gestione dei servizi all’insegna della flessibilità: in questo momento è proprio su un’organizzazione elastica che bisogna far leva». —


 

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