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Per il dopo Braganti la Regione sceglie Denis Caporale: ecco chi è il nuovo direttore dell'Azienda sanitaria Friuli Centrale

Denis Caporale sarà il nuovo direttore generale dell’Azienda Friuli Centrale a partire dal 1° maggio e firmerà un contratto di cinque anni – con scadenza quindi al 30 aprile 2026 – esattamente come avvenuto, a fine 2019, per coloro che guidano gli altri enti del sistema sanitario post-riforma targata centrodestra.

La giunta regionale ha approvato, all’unanimità, la proposta dell’assessore alla Salute Riccardo Riccardi di promuovere l’attuale direttore dei servizi socio-sanitari dell’Azienda udinese nel ruolo che è stato, nel corso degli ultimi 15 mesi, di Massimo Braganti, prossimo al trasferimento in Umbria. Come previsto, dunque, non soltanto ha prevalso la soluzione interna – seguendo i desiderata del presidente Massimliano Fedriga –, ma anche la nomina del profilo ritenuto da Riccardi più adatto al ruolo e vicino alla concezione di gestione della sanità del numero due della Regione.


«La scelta – ha commentato Riccardi –, operata in base all’elenco dei manager abilitati a ricoprire il ruolo, è caduta su un professionista di alto profilo e dalle confermate capacità gestionali. Oltre ad aver dimostrato le proprie capacità nel corso della sua intera carriera, in particolare dall’inizio della pandemia, Caporale possiede anche un legame profondo con il nostro territorio e, quindi, rappresenta la scelta migliore». Nel momento in cui Braganti ha comunicato alla giunta l’intenzione di lasciare la guida dell’Azienda friulana dopo nemmeno due anni di incarico, infatti, Fedriga e Riccardi hanno deciso di puntare sulla continuità pescando dall’elenco dei 21 idonei stilato alla fine del 2019 un profilo interno al sistema sanitario regionale. Una scelta logica considerato come con una pandemia ancora in atto, una campagna vaccinale da portare a termine il prima possibile e una riforma sanitaria che – dopo l’emergenza – andrà ripresa in mano, sarebbe stato quantomeno arduo pensare di puntare su un candidato proveniente da fuori regione, visto il fisiologico periodo di adattamento di cui avrebbe avuto bisogno, oppure, ancora peggio, stilare una nuova lista di idonei che avrebbe richiesto mesi di attesa.

Uno scenario, questo, in cui il profilo di Caporale – con in tasca una laurea in giurisprudenza e un master di secondo livello in economia e management della sanità – è parso sin dall’inizio in prima posizione e davanti alle opzioni che portavano sia a Giuseppe Tonutti, attualmente alla guida dell’Arcs e nel 2019 commissario proprio a Udine, sia ad Andrea Cannavacciuolo, al vertice degli Affari generali della Friuli Centrale e ancora in corsa per il ruolo di direttore generale de La Quiete sempre che i vertici della sanità regionale non decidano di volerlo tenere in Azienda a Udine.

Questa nomina – peraltro condivisa con i vertici dell’Ateneo friulano – rappresenta anche una mini-rivoluzione per Udine. Sì, perché Caporale capovolge la tradizione dei direttori scelti tra chi vanta un curriculum prettamente ospedaliero vista la decisione di puntare su un professionista che arriva dall’assistenza territoriale, conosce la realtà in cui opera – in passato è stato anche vicecommissario con funzione di direttore sociosanitario dell’Azienda 3 Alto Friuli-Collinare-Medio Friuli –, ha buoni rapporti con i vertici interni e ovviamente gode della fiducia di Riccardi a cui sicuramente non dispiace avere un “suo” uomo al Santa Maria della Misericordia.

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