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Usa i soldi del decreto liquidità per il gioco: ristoratore indagato per malversazione ai danni dello Stato

Fondi pubblici concessi per fronteggiare la crisi della pandemia usati invece per le scommesse online. È quanto ha scoperto la guardia di finanza di Pordenone. Un ristoratore è indagato per malversazione ai danni dello Stato.

Le Fiamme gialle hanno eseguito un sequestro preventivo per equivalente per 20.561 euro, disposto dal gip Rodolfo Piccin, nei confronti di Ferdinando Criscuolo, 28 anni, nativo di Feltre e residente a Fontanafredda, legale rappresentante dell’impresa individuale “Basilicò” con sede in piazza del popolo a Sacile.


Sui 25 mila euro di finanziamento ottenuto grazie al decreto liquidità varato dal governo l’8 aprile 2020, gli inquirenti contestano al ristoratore di aver impiegato solo 4.439 euro per le finalità consentite e di aver giocato gran parte della somma online. È per queste somme, ritenute il profitto del reato, che è stato disposto il sequestro.

Il decreto liquidità prevede la concessione di un finanziamento, garantito dallo Stato, a piccoli e medi imprenditori e professionisti, colpiti dalla crisi economica causata dall’emergenza coronavirus. I soldi, però, vanno impiegati per pagare il personale, locazioni, affitti di ramo d’azienda o investimenti legati all’attività. Dopo le verifiche, il finanziamento viene erogato dalle banche, tramite un mutuo. I prestiti sono garantiti da Sace spa, controllata al 100% da Cassa depositi e prestiti, a sua volta controllata per l’83% dal ministero dell’Economia e delle finanze.

Criscuolo ha chiesto il 25 maggio scorso l’accesso al fondo di garanzia a favore delle piccole imprese. Il finanziamento gli è stato concesso dalla filiale di Sacile di Banca intesa Sanpaolo e gli è stato accreditato il 5 giugno sul conto corrente bancario intestato alla Basilicò e acceso il 20 maggio.

L’11 dicembre la guardia di finanza ha acquisito gli atti in banca. Il direttore della filiale ha riferito di aver bloccato la carta di debito collegata al conto corrente della ditta dopo aver riscontrato attività anomale e non correlate allo scopo aziendale.

Le Fiamme gialle hanno accertato, analizzando la documentazione bancaria, che l’imprenditore ha utilizzato solo una piccola parte del finanziamento per le finalità di interesse pubblico: 3.600 euro per il pagamento di stipendi a un dipendente, 839 euro per il saldo delle spese condominiali 2019 dell’immobile dove ha sede la sua attività.

La Finanza ha acclarato che dal 5 al 30 giugno 2020 l’intero finanziamento erogato sul conto è stato utilizzato per finalità incoerenti con il sostegno all’imprenditoria: prelievi in contante, pagamenti pos per scommesse online e ricariche dei conti gioco digitali, bonifici. È emerso che Criscuolo è titolare di svariati conti gioco e che a giugno 2020 ha effettuato ricariche su tre conti, su uno dei quali per 49.990 euro.

«In questo particolare momento storico, caratterizzato dalla crisi economica dovuta alle restrizioni imposte dalle misure a contrasto della pandemia, l’azione della guardia di finanza – hanno spiegato le Fiamme gialle – è orientata prevalentemente al contrasto delle condotte illecite e fraudolente e a tutti i casi di indebita percezione e malversazione delle risorse pubbliche, al fine di assicurare che le erogazioni dello Stato siano realmente destinate alle famiglie e alle imprese che versano in un reale stato di necessità». —



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