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Non ce l’ha fatta la 17enne Silvia Piccini, morta in ospedale due giorni dopo l’incidente

SAN DANIELE. Silvia Piccini non ce l’ha fatta. La giovane ciclista che martedì pomeriggio era stata urtata da un’automobile mentre, in sella alla sua bicicletta, stava percorrendo l’ex strada provinciale tra San Daniele e Rodeano. La ragazza è deceduta poco dopo le 20 di giovedì 22 aprile, all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. La famiglia ha deciso di donare gli organi della ragazza. 

L’incidente si era verificato attorno alle 16, all’altezza dell’incrocio per Villanova, una strada teatro, negli anni, di gravissimi incidenti. La giovane atleta, in sella alla sua bicicletta, per cause ancora da accertare si era scontrata con una vettura Audi A1, condotta da una donna di 34 anni residente a Rivignano Teor, che stava percorrendo l’ex provinciale in direzione Rodeano. L’impatto era stato particolarmente violento. La diciassettenne era stata trascinata per alcuni metri per poi finire in un fossato che costeggia la carreggiata. Le condizioni di Silvia Piccini erano apparse fin da subito molto gravi.

La giovane era nata in Spagna e residente a Gradisca di Sedegliano frequentava con profitto la quarta del liceo di scienze applicate dell’istituto Arturo Malignani di Udine. Tutta la comunità di Sedegliano e il mondo sportivo ha sperato e pregato fino all’ultimo per dare forza a Silvia Piccini affinché riuscisse a superare questo momento difficile della sua vita.

I suoi amici, i compagni di scuola e delle squadre con cui aveva corso in passato e l’attuale Uc Conscio sul Casale sul Sile in provincia di Treviso hanno sperato anche loro che la fibra forte della giovane riuscisse a rimetterla al più presto possibile, in sella alla sua amata bici. Don Paolo Budai parroco in questo periodo di Gradisca dove la ragazza viveva assieme alla mamma Deyanira originaria di Santo Domingo, del papà Riccardo Piccini di Codroipo al fratello anche lui appassionato di ciclismo e alla sorellina ha espresso attraverso la preghiera la sua vicinanza e quella delle comunità che rappresenta, alla famiglia affinché non si sentano soli.

“Eleviamo preghiere di intercessione al Signore – affermava il sacerdote – perché infonda forza e coraggio ai genitori e anche a Silvia. “Ha corso sempre in bici con miei figli, una ragazza solare, un po’timida e tanto buona. È sconvolgente il fatto che abbia avuto questo incidente – afferma Nada Cristofoli responsabile del ciclismo femminile su strada della regione Friuli Venezia Giulia, ex atleta ha partecipato alle olimpiadi nel’96 ad Atlanta e medaglia d’Argento ai mondiali su pista nel 1995 – Silvia ha partecipato ai campionati italiani sia su pista che su strada onorando sempre i colori del Friuli impegnandosi sempre fino all’ultimo centimetro – dice con voce accorata, aggiungendo – È la figlia di tutti noi. ”

Intanto sul web si susseguono messaggi per la ragazza da parte di campioni come la famiglia di Elena Cecchini di Mereto Di Tomba pluri-campionessa italiana su strada e anche da parte di Daniele Pontoni ex ciclocrossista italiano. Fabio Pressacco presidente della Libertas Gradisca storica associazione sportiva ciclistica: Anche se Silvia non ha corso mai con la nostra società conosciamo la famiglia e la domenica ci vedevamo alle gare. Il papà esce ogni tanto con il gruppo Sedegliano in bicicletta. Tutta la famiglia è appassionata di ciclismo ed è sempre assieme. Silvia oltre ad essere una brava ciclista era una brava ragazza, piena di vita. Stava compiendo un percorso agonistico in cui ci credeva. Noi come società siamo vicini alla famiglia in questo momento triste e difficile». 

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