Stop agi stipendi e ai pagamenti dei fornitori, il tribunale di Gorizia sequestra i conti di Isontina Ambiente: a rischio la raccolta in 28 comuni

La misura è stata decisa nell’ambito delle indagini sulla discarica di Pecol dei Lupi

GORIZIA. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Gorizia, Flavia Mangiate, ha eseguito il sequestro preventivo delle liquidità di Isontina Ambiente presenti nei conti correnti intestati alla società in diversi istituti bancari. Il provvedimento riguarda la discarica di Pecol dei Lupi di Cormons, da anni non attiva per lo smaltimento dei rifiuti, che dal 2019 è stata posta sotto sequestro dalla Procura di Gorizia e, recentemente, affidata dalla stessa al commissario giudiziario Luigi Palumbo. Il provvedimento di sequestro della liquidità di Isambiente, che in ogni caso è pronta a compiere i passi per il dissequestro, comporta non solo il blocco del pagamento degli stipendi di aprile per il centinaio di dipendenti e il saldo delle fatture dei fornitori, ma rischia di bloccare il servizio pubblico della raccolta dei rifiuti.

La società gestisce i contratti del servizio ambientale (raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilati, di cleaning urbano e di gestione degli impianti di smaltimento e trattamento), svolti in venticinque comuni della provincia di Gorizia (Capriva, Cormons, Doberdò del Lago, Dolegna del Collio, Farra d’Isonzo, Fogliano-Redipuglia, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Grado, Mariano del Friuli, Medea, Moraro, Monfalcone, Mossa, Romans d’Isonzo, Ronchi dei Legionari, Sagrado, San Lorenzo Isontino, San Canzian d’Isonzo, San Floriano del Collio, San Pier d’Isonzo, Savogna d’Isonzo, Staranzano, Turriaco e Villesse) e in tre comuni della provincia di Trieste (Duino Aurisina, Sgonico, Monrupino).

Ma come si è arrivati a questo provvedimento? L’ultimo atto della complessa vicenda della discarica di Pecol dei Lupi è l’inchiesta per ”gestione illecita di rifiuti liquidi”. I Noe di Udine hanno, lo scorso 8 aprile, reso noto il motivo del sequestro dell’intera discarica evidenziando quale sia l’ipotesi di reato contestata al direttore generale di IsAmbiente, al direttore della Direzione centrale Difesa dell’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile della Regione, a cui si è aggiunto anche il direttore del Servizio disciplina gestione rifiuti e siti inquinati sempre dell’ente regionale. In attesa che la situazione venga chiarita i Carabinieri del Noe hanno dato esecuzione al decreto di sequestro dell’impianto di bonifica emesso dal Gip del Tribunale di Gorizia “al fine di evitare il protrarsi di tali condotte illecite”.
 

Ecco spiegata la nominato come amministratore giudiziario di Palumbo, a cui è stata affidata “sia la custodia che la gestione della fase post-operativa della discarica con il precipuo compito, tra gli altri, di vigilare sul corretto funzionamento degli impianti e portare a compimento il procedimento di bonifica per arrivare alla chiusura definitiva del sito”.
 

Le decisioni arrivano, come detto, dopo un primo sequestro dell’area avvenuto già nel 2019 “per aver gestito il sito in mancanza di autorizzazione ambientale”, contestazione che in questo caso veniva mossa al direttore generale di IsAmbiente e al direttore della Direzione centrale difesa dell’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile della Regione. Sull’ipotesi di reato di gestione illecita di rifiuti liquidi, invece, il provvedimento riguarda l’area di Pump&Treat (il pompaggio e trattamento in superficie delle acque) della discarica, sistema autorizzato dalla Regione. Non è dato al momento a sapere il motivo del sequestro dei conti correnti di Isambiente che ha avvisato urgentemente i soci della decisione presa dal Tribunale di Gorizia.

Video del giorno

Crudeltà e orrore in un macello di Cremona, la video-inchiesta

Estratto di mela, sedano, cetriolo e lime

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi