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Dopo la morte di Silvia automobilista indagata per omicidio stradale

SEDEGLIANO. Sul fascicolo aperto dalla Procura di Udine a seguito dell’incidente costato la vita alla ciclista diciassettenne Silvia Piccini, al posto dell’ipotesi di reato di lesioni personali gravi, da ieri, c’è quella dell’omicidio stradale.

Ed è da questa accusa che Valeria Martinuzzi, 34 anni, di Dignano, ossia la donna che si trovava al volante dell’Audi A1 contro cui la giovane si è schiantata martedì pomeriggio, lungo l’ex strada provinciale tra San Daniele e Rodeano, mentre si stava allenando in sella alla sua bicicletta, dovrà difendersi nel procedimento avviato dal pm Marco Panzeri, per cercare di chiarire le cause del sinistro.


Intanto, a giorni sul corpo della vittima sarà eseguita l’autopsia. Una volta completate le notifiche alle parti, l’incarico sarà affidato al medico legale Lorenzo Desinan. Dall’accertamento si attendono indicazioni utili anche per precisare la dinamica dell’incidente, al momento ancora molto vaga, vista l’assenza di testimoni e di tracce sulla strada. Auto e bici procedevano nella stessa direzione di marcia, ma come e perché l’impatto sia avvenuto è ancora tutto da chiarire.

L’ultimo atto d’amore di Silvia, unito all’atto di coraggio della sua famiglia distrutta dal dolore, è stato quello di donare gli organi per dare speranza di vita ad altre vite. Comunità, mondo sportivo e scolastico sono in lutto per la sua scomparsa. Gli amici lasciano sul web messaggi accorati, alcuni evidenziano la pericolosità dell’incrocio dove è avvenuto l’incidente e auspicano la realizzazione di una pista ciclabile.

«Sono incredulo e addolorato – dice il sindaco di Sedegliano, Dino Giacomuzzi –. Abbiamo pregato tutti per la sua guarigione, confidando che riuscisse con la sua forza a superare la sfida più grande». 

 

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