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Fendi sceglie i tessuti made in Friuli: la nuova borsa “baguette” ha la firma della Carnica Arte Tessile

La maison di moda ha usato un tessuto jacquard prodotto dall’azienda di Invillino. “Hand in Hand” rivisita l'iconica borsa con la complicità delle botteghe artigiane

VILLA SANTINA. È passato meno di un anno da quando le fiamme hanno distrutto lo stabilimento della Tessitura carnica a Villa Santina lasciando l’azienda senza “casa”, ma non senza voglia di ricominciare. Grazie a una vasta solidarietà, la cui eco è andata ben oltre i confini della regione, il titolare Giuseppe Tonon assieme alla moglie e ai dipendenti si è rimesso al lavoro quasi subito. Affittato il capannone di fianco a quanto resta del vecchio stabilimento, l’artigiano ha riaperto un piccolo negozio adattandosi invece a produrre in modo “nomade”, ospite di due colleghi, uno ad Arezzo, l’altro a Treviso, che lo hanno soccorso imprestandogli temporaneamente i propri telai. Tanta fatica e determinazione sono state premiate di recente dalla chiamata di un big della moda come il marchio Fendi.

La maison ha infatti scelto un tessuto jacquard prodotto dall’azienda di Invillino per la collezione Hand in Hand, un’edizione in sede limitata della baguette, storica borsa del marchio della doppia F, realizzata con la complicità di 20 botteghe artigiane, una per regione.


Perle rare che Fendi ha voluto portare alla ribalta della moda aprendo un sipario sul savoir faire italiano, in cerca del bello vero, della tradizione e dell’artigianalità, che rischiano l’oblio perché sempre meno mani gli sanno dare forma.

In questa ricerca del bello, in Friuli Venezia Giulia Fendi ha posato gli occhi sui magnifici tessuti prodotti dalla Carnica Arte Tessile.

«Ci hanno cercato alla fine dell’anno scorso chiedendoci di inviare dei campioni di tessuto e nonostante i nostri attuali limiti, non possiamo al momento produrre tutta la gamma di un tempo, siamo riusciti a cogliere nel segno. Dopo poco – racconta Tonon – ci hanno informato d’aver selezionato il tessuto con il piccolo fiore, un disegno storico, ricavato da un vecchio stampo della fabbrica Linussio, conservato al museo di Tolmezzo».

La tessitura carnica produce questo motivo – un fiorellino semplice, leggermente in rilievo, tramato con lino color avio – su ordito di cotone a tecnica jaquard.

«Per noi è un must – continua Tonon – e Fendi ha ritenuto si sposasse bene con le esigenze di produzione della sua baguette». In serie limitatissima, appena venti esemplari per regione, la borsa Hand in hand ha tutte le caratteristiche per diventare un oggetto di culto.

«Un grande riconoscimento per la nostra attività» sottolinea Tonon che però tiene i piedi ben saldi per terra, concentrato sul lavoro e sul cantiere che, tempo permettendo, durante l’estate inizierà i lavori di recupero e ricostruzione del vecchio sito produttivo. «Andremo a rimodulare gli spazi – conclude – conservandone però una parte mostrare alle persone come nascono i nostri tessuti».

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