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È morto Daniele Driussi, l’artigiano della grappa: ha dato vita alla storica distilleria

Aveva 72 anni, ha portato avanti insieme alla moglie Licia e ai due figli la storica attività avviata da suo nonno nel 1928 a Gemona

GEMONA. Si è spento all’età di 72 anni Daniele Driussi, il titolare dell’antica distilleria Driussi di Gemona, una delle attività storiche della città pedemontana. Era malato da tempo, lascia la moglie Licia, i due figli Carlo e Francesco e un vasto cordoglio nella comunità di Gemona che nella grappa Driussi riconosce uno dei suoi simboli.

«Se ne va una persona squisita, un signore – ha detto ieri, a nome della città, il sindaco Roberto Revelant –. Un uomo che grazie alla sua attività, condotta sempre con passione e competenza, è riuscito a far conoscere Gemona ben oltre i suoi confini, a esportare con le sue grappe e i suoi sciroppi l’immagine del nostro castello e del duomo. Avremo sempre un debito di riconoscenza nei suoi confronti».


Nel 2028 l’attività taglierà il secolo di vita. La distilleria era stata aperta a Gemona infatti nel 1928 dal nonno, poi passata nelle mani del padre, quindi nelle sue. «Daniele era un grandissimo appassionato del suo lavoro e della grappa – racconta uno dei più cari amici gemonesi di Driussi, Pierluigi Sindici –. Aveva fatto crescere l’azienda insieme alla moglie Licia, lui laureato in lingue e grande appassionato di viaggi, lei laureata in farmacia. Insieme hanno fatto conoscere la grappa Driussi un po’ ovunque. Ricordo che la mandavano anche sulle navi. E ricordo, da bambino, il sapore dello sciroppo al lampone».

Uno dei must della distilleria, lo sciroppo. Un must per Gemona che da quasi un secolo può contare sulla presenza dell’azienda artigiana, salda nella sua posizione a metà di via Osoppo, in Piovega, dove il terremoto 45 anni fa l’ha distrutta e dove la famiglia Driussi l’ha voluta ricostruire. Un negozio elegante, con una miriade di bottiglie ben esposte, prodotti della sapienza artigianale passata di generazione in generazione, fino ai figli di Daniele, che negli ultimi anni si sono affiancati ai genitori garantendo all’azienda un altro passaggio di testimone.

Lavoro e famiglia, baricentri di una vita per il 72enne che nel ricordo di Sindici, però, di grande passione ne aveva almeno un’altra: i viaggi. «Appena poteva prendeva l’aereo, diretto in Portogallo, in Turchia, amava viaggiare. Anche solo fino a Venezia – aggiunge l’amico –, una città che adorava e che ho avuto il piacere di visitare insieme a lui». Driussi è mancato all’ospedale di Tolmezzo. Da lì domani sarà portato al camposanto di Udine dove nel primo pomeriggio verrà sepolto nella tomba di famiglia. 


 

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