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Abbandonano i rifiuti nei campi e vengono beccati, tre imprese e due famiglie nei guai

Approda in Procura l’esito di mesi di indagini della polizia locale di Pradamano che si è avvalsa anche di fototrappole

PRADAMANO. Dopo la prima stretta dell’amministrazione comunale, con l’azione della Polizia locale, della Forestale e il prezioso contributo dei volontari, ora inizieranno ad arrivare le prime stangate ai “furbetti”, o meglio agli incivili dei rifiuti, abbandonati sul ciglio della strada o nei campi, tra i quali si contano sia imprese, sia famiglie.

La Polizia locale ha depositato in Procura della Repubblica la documentazione relativa a circa tre mesi di indagini effettuate anche grazie al supporto delle fototrappole installate su iniziativa della giunta Mossenta e in particolare dell’assessore competente, Daiana Miani.


«Grazie all’attività della Polizia locale siamo arrivati a un primo risultato, con cinque notizie di reato in Procura alle quali potranno seguire procedimenti nei confronti dei responsabili», spiega Miani.

«Attraverso l’attività investigativa – continua l’assessore – siamo risaliti a tre imprese che hanno sede a Udine e due famiglie, una residente a Pradamano, l’altra nel capoluogo friulano. Rivolgiamo dunque un ringraziamento agli agenti per il loro impegno, ma anche all’opera svolta dai volontari del gruppo #RipuliamociChallenge, che in più occasioni sono intervenuti sul territorio per recuperare i rifiuti indebitamente abbandonati, con il supporto degli operai comunali».

Il fenomeno degli abbandoni di immondizie ha iniziato ad affliggere il territorio in maniera consistente circa un anno fa. Interi tratti di campagna, di percorsi campestri, compresi quelli cicloturistici dell’Alpe Adria Fvg1, venivano e vengono tuttora deturpati da una costante presenza di rifiuti di ogni genere. Sparsi singolarmente oppure raccolti in sacchi dell’immondizia o semplicemente della spesa, rifiuti civili, ma anche scarti di lavorazioni gettati lungo i bordi delle strade interpoderali tra Pradamano e Udine.

Nel tempo sono state decine le segnalazioni non solo dirette all’amministrazione comunale di Pradamano, ma anche riversate sui social, dove è stato spesso mostrato lo scempio che facilmente si può trovare percorrendo le zone periferiche della campagna di Pradamano, soprattutto nella zona che confina con il territorio comunale di Udine.

Più volte il sindaco Enrico Mossenta ha dovuto mobilitare il personale della Polizia locale, a seguito delle denunce, e gli operai comunali per recuperare quello che gli incivili abbandonano incuranti della natura e del decoro.

«Nei mesi scorsi – rivela il sindaco Mossenta – abbiamo inviato al sindaco di Udine, Pietro Fontanini, una richiesta di incontro al fine di trovare una soluzione a questo “turismo dei rifiuti”, confermato anche dalle recenti indagini. Non abbiamo mai ricevuto risposta nonostante il tema delicato necessiti di opportuni approfondimenti. L’auspicio è trovare una possibile soluzione comune per contrastare in maniera ancora più efficace l’abbandono delle immondizie». 

 

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