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Comunità della Carnia nel caos: altra fumata nera sul presidente, salta ancora l’accordo tra i 28 sindaci

Da sinistra, i sindaci di Tolmezzo, Francesco Brollo; di Raveo, Daniele Ariis; di Forni di Sopra, Marco Lenna; di Ovaro, Lino Not

TOLMEZZO. Anche martedì 27 aprile, per la terza volta da febbraio, c’è stato l’ennesimo rinvio sull’elezione del presidente della Comunità di montagna della Carnia.

I 28 sindaci ancora una volta non hanno trovato la quadra. Ora tra loro c’è chi proporne di optare per un nome tratto dalla società civile.

Il sindaco di Raveo, Daniele Ariis, ha ritirato la sua candidatura dopo che tra i Comuni che lo sostenevano ha fatto un passo indietro Enemonzo (senza il quale sarebbero mancati i 15 voti necessari).

Ariis ha parlato di un momento cruciale per la Carnia, ha concordato con il collega di Rigolato, Fabio D’Andrea, ed altri che sottolineavano la necessità di agire assieme sulle tante sfide che attendono il territorio.

«Un momento – ha detto Ariis – che va governato con serenità e stabilità, due requisiti mancati in questi ultimi mesi.

Ho sempre vissuto la politica come l’arte di risolvere assieme i problemi avendo come unico obiettivo l’interesse comune.

Ho la fortuna di non vivere facendo politica e nemmeno nel sottobosco della politica e quindi posso decidere in maniera libera e serena. Ringrazio di cuore il gruppo di sindaci che mi ha sostenuto in questo percorso, sono stati mesi di confronti molto interessanti».

Alle critiche di mancanza di confronto mosse da altri Ariis risponde: «Il confronto non vuol dire porsi di fronte all’interlocutore e dire “io sono l’unto dal Signore, devo fare il presidente e voi vi dovete genuflettere”.

Un confronto deve essere una vittoria per entrambe le parti e questo è mancato. È stato difficile interloquire tra le parti con questo approccio che abbiamo ricevuto.

Mi faccio da parte, pur di instaurare un vero dialogo, un confronto aperto non solo coi sindaci. Ci sono – ha detto Ariis – anche figure esterne che andrebbero sollecitate.

Apriamo il confronto anche con la società civile per fare assieme un gruppo di persone valide e che siano messe in grado di governare con tranquillità il territorio».

Lino Not, sindaco di Ovaro, è stato invece eletto(con 15 voti) presidente dell’assemblea.

Quando il collega di Ravascletto, Ermes De Crignis ha proposto il suo nome, i sindaci di Forni di Sopra, Marco Lenna, e di Tolmezzo, Francesco Brollo (a capo dell’assemblea), hanno frainteso la candidatura, credendo fosse per la presidenza dell’ente e hanno respinto con forza la proposta.

De Crignis ha chiarito il punto e ha rilevato come proprio quella reazione dimostrasse la necessità di procedere all’elezione di chi, anche per esperienza, può dirigere i lavori in modo più trasversale.

Lenna, Brollo e altri hanno rimproverato i sindaci assenti alla riunione del 19 aprile.

De Crignis, Claudio Coradazzi e altri si sono contrapposti nelle valutazioni dell’attività politica dell’ente.

Not ha sottolineato che in tre assemblee i discorsi sono sempre stati i medesimi e senza risultato e ha suggerito di valutare per la guida dell’ente anche tra nomi esterni ai sindaci.

Coradazzi ha chiesto di definire i tempi del rinvio. La prima assemblea si era chiusa il 5 febbraio con la bocciatura dell’autocandidatura di Brollo.

Su richiesta di 15 sindaci il 13 aprile era stata convocata una seconda assemblea, con la candidatura di Ariis. Di rinvio in rinvio si è giunti a martedì. —


 

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