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Gli ospedali dei “facenti funzioni”: sono oltre venti i reparti senza primario, ecco l'elenco completo

La lettera dell’Anpo: quella dei direttori precari è una situazione che in alcuni casi si trascina da 8 anni

UDINE. La mission è quella di reclutare personale, a tutti i livelli. Presto, ma non quanto si vorrebbe. Partirà da questo binario il cammino del nuovo direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, un vascello costretto a navigare da oltre un anno in acque tempestose, rimasto senza timoniere dopo la partenza di Massimo Braganti.

Denis Caporale prenderà quel timone il primo maggio e già si addensano sull’orizzonte aziendale le nubi legate alle carenze del personale, quello medico e infermieristico che l’emergenza pandemica ha acuito e quello delle direzioni affidate ai facenti funzione che Anpo-Ascoti-Fials medici ha denunciato.


Un cursus honorum di tutto rispetto, il 46enne laureato in Giurisprudenza all’università di Urbino con un master di secondo livello in Economia e management a Ca’ Foscari di Venezia alle spalle, ha ricoperto incarichi di rilievo nel settore sociosanitario regionale. Ha assunto la direzione dei servizi sanitari e quella del distretto di Udine, come facente funzione. Panni che svestirà di qui a pochi giorni. Per darli a chi? «Nominerò un facente funzioni» anticipa. Ironia della sorte, ma al momento non si può fare altrimenti.

La vicenda dei facenti funzione sembra un vaso di Pandora. A scoperchiarlo è stata una lettera inviata dal presidente dell’associazione primari regionale (Anpo) Antonio Miotti e da quello nazionale Raffaele Perrone Donnorso al vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi e a tutti i direttori delle Aziende sanitarie regionali per denunciare una piaga che si allarga da tempo: quella dei direttori “precari”, immersi in un limbo che dura anche da 8 anni. Il censimento realizzato dalla sigla sindacale individua non poche strutture in queste condizioni in Asufc: Nefrologia, Oculistica, Neuroradiologia, Radilogia, Malattie infettive, Urologia, Accreditamento e Rischio clinico, Medicina trasfusionale area vasta, Medicina trasfusionale Udine, Medicina interna Cividale, Otorinolaringoiatria, Oncologia Tolmezzo e San Daniele, Patologie croniche Latisana, Oculistica Latisana e Palmanova, Ginecologia Latisana e Palmanova, Riabilitazione Latisana, Distretto di Udine e Distretto di Latisana. Ma è una stima per difetto; va poco meglio in Asugi, che ne conta sei e in Asfo dove la temporaneità riguarda una quindicina di strutture. «Non c’entra il momento critico della pandemia, né la riorganizzazione regionale o aziendale, dato che da tempo è in evoluzione e per alcuni responsabili l’attesa è di anni – punta l’indice Miotti –. Si tratta piuttosto di una scelta orientata al risparmio (procedure concorsuali, stipendio e altro), di un’attesa mai finita che consegue “la decisione di non decidere”».

Ma le decisioni il nuovo direttore generale ha tutta l’aria di volerle prendere. Prima possibile. Non subito, purtroppo, Caporale lo mette in chiaro. «Asufc arriva da due riforme sanitarie, l’ultima delle quali ha riunito tre diverse aziende – spiega –, è inevitabile che ci siano delle ripercussioni sulle direzioni. Il nostro obiettivo come mandato è arrivare al più presto all’Atto aziendale per definire l’organizzazione e il numero delle Strutture semplici e di quelle complesse».

Un atto che per la struttura aziendale è paragonabile alle “tavole di Mosè”, in base alle quali si potrà decidere chi fa cosa. E ci vorrà del tempo, come ce ne vorrà per fare i concorsi. «Il compito che mi do come direttore di un’azienda che ha come core business la tutela della salute dei cittadini – ragiona Caporale – è creare una task force per rispondere con celerità alle necessità di reclutamento del personale, vale per i primari, ma anche per medici e infermieri. E non sarà facile rispondere a questa problematica subito, occorre rivedere la programmazione nel medio periodo, difficilissimo assumere medici e infermieri al momento, né possiamo rubarli alle strutture private, dobbiamo attendere che completino la formazione. Ciò che possiamo fare è accelerare le tempistiche dei concorsi».

E se per attrezzare il braccio armato della sanità friulana bisogna ragionare sul medio periodo, il futuro immediato è impostato su tre direttrici: «Stiamo lavorando alacremente sul fronte dei contenimento epidemiologico – annuncia il nuovo Dg – proseguiamo sull’attività di contact tracing e sui tamponi, mentre grande attenzione va garantita alla gestione dei casi positivi, che registrano numeri minori ma sempre importanti, ora però bisogna programmare la riapertura delle attività ospedaliere in elezione e il terzo fronte sul quale intendiamo spingere è quello che riguarda l’attività di vaccinazione». —

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