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Il coprifuoco rischia di spaccare gli alleati di Governo. Poi l’intesa: orari rivisti a maggio

ROMA. Il “guerrigliero” Matteo Salvini, al termine di una giornata passata nella giungla parlamentare tra ordini del giorno sul coprifuoco, riserva una serie di dolcezze a Mario Draghi. «Grazie per l’autorevolezza che sta restituendo all’Italia», dice in aula al Senato al premier. Ricordando ai presunti alleati di maggioranza che prima dell’ex presidente della Bce c’era chi prendeva ordini dalla Merkel». «Lei ha alzato il telefono con Von Der Leyen chiedendo rispetto per l’Italia. Mi ha reso orgoglioso di essere un parlamentare e un cittadino di questo Paese. Essere in Europa sì ma da protagonisti».

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Ecco Salvini diventato europeista grazie a Draghi, governativo per necessità di emergenza nazionale. Per cui chi vuole, come Enrico Letta, che si tolga dalle scatole e raggiunga all’opposizione Meloni, può toglierseli dalla testa. «La Lega c’è. Noi siamo alleati leali, “purtroppo” dice qualcuno a sinistra. Noi abbiamo risposto all’appello del presidente della Repubblica di mettere al centro l’interesse dell’Italia. E se qualcuno pensa di buttarci fuori – precisa Salvini – ha sbagliato a capire. Noi qua siamo e qua rimaniamo».

E si permette pure il lusso di dare un consiglio al premier che lo ascolta con attenzione dal banco del governo. Di fidarsi di chi ha il coraggio di difendere le proprie idee anche prendendo posizioni scomode e di diffidare di chi dice sempre e solo sì «non per amor di Patria ma per amor di poltrona».

È la conclusione di una giornata contundente dentro la maggioranza che ha sfiorato la rottura con l’ordine del giorno leghista per abolire il coprifuoco alle 22. Salvini non voleva farsi scavalcare da Meloni, che aveva presentato due ordini del giorno per portare l’orario alle 23 o alle 24. Per due volte il governo è stato costretto a chiedere una sospensione della seduta per una mediazione nella maggioranza. Si erano formati due schieramenti, da una parte Lega, FI e IV a favore, come Fdi, a ritoccare il limite orario delle riaperture, dall’altra Pd, Leu e M5S. La corda si tira al massimo, tra Dem e grillini si chiedono se Salvini voglia rompere, non capendo il gioco del leader della Lega. «Ci cascano sempre – dicono nella Lega – come dilettanti».

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Alla fine infatti si i riuniscono Salvini, Antonio Tajani e Licia Ronzulli di FI, e riformulano l’odg, chiedendo che si rivedano aperture e coprifuoco a maggio. Senza stabile date. Il resto della maggioranza accetta, così Tajani e Salvini posso dire che «il centrodestra di governo» ottiene risultati concerti, segna un punto a suo favore. Ma si tratta di una vittoria di Pirro. Ma è l’espressione «centrodestra di governo» a debuttare in una nota ufficiosa dopo l’incontro tra i due leader della Lega e di FI. «Grazie all’impegno di Lega e FI, il governo ha accettato di rivedere la posizione sul coprifuoco: da maggio, sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico oltre che dell’avanzamento della campagna vaccinale, saranno rivisti i limiti temporali di lavoro e per gli spostamenti», dicono fonti del «centrodestra di governo». Viene marcata la distanza da Giorgia Meloni ma senza votare contro l’odg di FdI.

In sostanza che la possibilità di rivedere tutto a maggio era già previsto. «Invece di parlare di futuro siamo bloccati a discutere di un tema su cui il governo aveva già deciso. Ma di cosa stiamo parlando? Sul coprifuoco è tutto come abbiamo sempre detto in cabina di regia», ricorda la capogruppo Pd Simona Malpezzi. Ma anche Giorgia Meloni è convinta di avere ottenuto un «microrisultato»: «Grazie a FdI il governo si è impegnato a rivedere il coprifuoco a maggio: che non è luglio, come previsto». –


 

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