Autovie con ricavi a picco. «Opere, tempi rispettati»

Via libera dell’assemblea al bilancio: utile di 15 milioni, persi 50 milioni di fatturato. Il presidente Paniz: «La concessionaria unica del Nordest? Un’idea da valutare»

UDINE. Traffico pesante in ripresa, ma non ancora ai livelli pre-crisi, e traffico leggero ancora in contrazione, con flussi da Nord praticamente inesistenti. Da quel particolare osservatorio rappresentato da Autovie Venete, la concessionaria autostradale controllata dalla Regione Fvg attraverso Friulia, e partecipata anche dalla Regione Veneto, la conferma che l’attrattività turistica del Nordest è davvero ai minimi termini.

Da un qui «un messaggio forte rivolto allo Stato rispetto alla necessità di recuperare credibilità turistica per essere attrattivi nei confronti dei visitatori proveniente da Austria e Germania» oggi assolutamente assenti. A dirlo Maurizio Paniz, presidente della Spa, nel corso della conferenza stampa svoltasi al termine dell’assemblea degli azionisti che ha approvato i conti 2020 e la destinazione dell’utile di esercizio.

Conti profondamente condizionati dalla pandemia che ha ridotto i transiti sulla rete di competenza di Autovie, -37% nel 2020 di veicoli leggeri rispetto al 2019, -13,5% i veicoli pesanti, pari a una flessione degli introiti da pedaggi di oltre 50 milioni di euro (con proventi per 160 milioni contro i 210 dei 12 mesi precedenti). E nel primo trimestre il trend è rimasto sostanzialmente stabile.

«Tuttavia - ha aggiunto Paniz - l’auspicato cambio di passo nel piano vaccinale italiano, e il ritorno ad aperture e spostamenti, potrebbe consentire una svolta nella seconda metà dell’anno».

Nonostante la diminuzione dei ricavi Autovie ha chiuso il bilancio con un utile di 15,21 milioni di euro «di cui il 10% - ha aggiunto Federica Seganti, presidente di Friulia - andrà distribuito tra gli azionisti, con una ricaduta positiva sul territorio (contribuirà al sostegno finanziario di piccole e micro imprese), 13 milioni andranno destinati a riserva straordinaria e 760 mila euro a riserva legale».

Le minori entrate non hanno impattato sul fronte investimenti (100 milioni nell’anno) e sulla tabella di marcia definita per le opere già in corso di realizzazione, a partire dalla Terza corsia. «Il terzo lotto dell’ampliamento della A4 dal nuovo ponte sul fiume Tagliamento a Gonars è stato completato a settembre 2020 - ha proseguito Paniz -; i lavori relativi alla realizzazione del primo sub lotto del quarto lotto tra Gonars e il nodo di Palmanova hanno raggiunto un avanzamento pari al 90%; in corso l’adeguamento del bivio A4/A23 e prossimamente verrà steso l’asfalto drenante nel tratto a tre corsie».

Confermato il completamento del tratto Alvisopoli-Portogruaro entro il 2022, annunciato il via alla procedura di gara per l’ammodernamento della barriera del Lisert mentre si attende l’intervento del Commissario per l’emergenza della A4 per procedere con la realizzazione del cavalcavia tra San Donà e Portogruaro, e delle risorse del Mit per far partire il cantiere della Terza corsia sul medesimo tratto, non ancora finanziato.

Rispetto al nodo società in house, già costituita, Autostrade Alto Adriatico, e all’iter per il rinnovo della concessione, il dossier è sul tavolo del Cipe. «Ma questo - puntualizza Paniz - non ci impedisce di continuare a lavorare al meglio delle nostre possibilità».

Infine, sul progetto caro al governatore del Veneto Luca Zaia per una concessionaria unica a Nordest «può essere un’idea da coltivare - risponde il presidente Paniz -, ci sono omogeneità in questo territorio. Forse potrebbe non essere semplice da coordinare, ma una valutazione è possibile». Dalle Regioni? «No, direi dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti dal quale dipendono le concessioni».

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