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Mercato e negozi aperti ma i baristi protestano: dateci il servizio al banco

Cartelli nei pubblici esercizi per chiedere la revisione di «regole penalizzanti». Nelle farmacie sarà possibile prenotare il vaccino per gli under 60 con fragilità


Festa dei lavoratori del tutto particolare per quest’anno di pandemia: la città oggi sarà particolarmente vivace, con i negozi aperti, il mercato ambulante confermato per la mattinata odierna e l’avvio delle prenotazioni in farmacia per la vaccinazione anti-Covid per gli under 60 che presentino particolari fragilità.

Insomma, sarà un sabato da poter vivere a Pordenone, godendosi anche la colazione o un aperitivo nei bar, che da questa settimana sono di nuovo aperti. Aperti, ma azzoppati perché è consentito soltanto il servizio nei tavoli esterni, escludendo anche il bancone che per un pubblico esercizio costituisce uno dei servizi più importanti. E anche dei più sicuri perché veloce e controllato. È su questo argomento che interviene la Fipe (la Federazione italiana pubblici esercizi) che ha avviato una campagna nazionale, declinata anche a livello locale per i circa 600 pubblici esercizi presenti nel Friuli occidentale.

«Vittima della nuova ondata di regole e di inette interpretazioni è il simbolo del bar italiano, ovvero il servizio al banco – commenta il presidente Ascom-Fipe Fabio Cadamuro –. Il divieto è inspiegabile sul piano sanitario, immotivato giuridicamente e punitivo sul piano economico. Non solo: proibire di soffermarsi al banco, per un consumo pratico, veloce e in sicurezza, azzera il lavoro del 50 per cento dei bar che non hanno spazi all’esterno e lo dimezza all’altro 50 per cento».

Il tipico bar italiano, infatti, non può prescindere dal servizio al banco e dopo 14 mesi di blocco delle attività di ristorazione l’aspettativa di una regolamentazione puntuale non dovrebbe essere tradita: in zona gialla i bar hanno sempre avuto la possibilità di effettuare la somministrazione al banco anche in virtù del fatto che si tratta di un consumo veloce, che non implica una lunga permanenza all’interno degli esercizi. Da questi presupposti nasce la campagna di comunicazione Fipe, mutuata anche a livello locale. «E’ un attacco al modello di offerta dei nostri bar tipici – dichiara Cadamuro – che si differenzia da quelli degli altri Paesi proprio perché basato sul consumo al banco. Un provvedimento ingiustificato anche sotto il profilo scientifico rispetto ai rischi sanitari che si corrono. Anzi la scienza continua a sostenere che il rischio di contagio cresce con l’aumento del tempo di contatto».

Inoltre Ascom ha provveduto a consegnare ai titolari di esercizi pubblici gli appositi cartelli che informano i clienti dell’iniziativa e mettono in guardia sul pericolo di regole assurde sensibilizzando e coinvolgendo i consumatori che su questo principio la pensano allo stesso modo.

La campagna è condivisa unanimemente da baristi ed esercenti. «Sono d’accordo con questa protesta educata da parte di Fipe – dichiara Carlo Lenarduzzi, titolare de Le Lanterne Bristot a Sacile, presidente mandamentale Ascom e componente del direttivo Fipe –. Continuiamo a non capire perché si voglia proseguire con questa confusione, con regole non chiare. Poter servire i clienti al banco permette a noi un controllo maggiore. Si tratta inoltre di un servizio di cui siamo già preparati perché quella del distanziamento è una delle prime regole, applicate da più di un anno».

«Vengono fatte le cose senza criterio logico, decisioni prese da persone che non hanno lavorato mai in questo settore – afferma Andrea Esposito, titolare del Caffè Portorico, del bar Lime e di un locale a Pasiano –. Il servizio alla mattina è molto diverso da quello serale e bisogna tenerlo in considerazione. Così si penalizza ingiustamente chi è privo di spazi esterni».

«Vietarci il servizio al banco è una sciocchezza – sostiene Marco Rossetto del Caffè Milano di viale Martelli –. E’ veloce e pulito, con l’attenzione al distanziamento e potrebbe essere effettuato anche da chi non ha spazi esterni. La nostra categoria è volutamente martoriata e trascurata». 

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