In Fvg 51 nuovi casi di Covid, tre i decessi

Il bollettino: 51 nuovi casi di Covid in Fvg, tre decessi
Lunedì 3 maggio in Friuli Venezia Giulia su 1.784 tamponi molecolari sono stati rilevati 46 nuovi contagi con una percentuale di positività del 2,58%. Sono inoltre 454 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 5 casi (1,10%). I decessi registrati sono 3, i ricoveri nelle terapie intensive scendono a 32 mentre quelli in altri reparti calano a 211. I decessi complessivamente ammontano a 3.717, con la seguente suddivisione territoriale: 792 a Trieste, 1.975 a Udine, 663 a Pordenone e 287 a Gorizia. I totalmente guariti sono 88.996, i clinicamente guariti 5.454, mentre le persone in isolamento sono a 7.044.

Dall'inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia sono risultate positive complessivamente 105.454 persone con la seguente suddivisione territoriale: 20.699 a Trieste, 50.231 a Udine, 20.532 a Pordenone, 12.816 a Gorizia e 1.176 da fuori regione.

Locatelli: il richiamo per il vaccino anti Covid? Non prima di un anno. Un eventuale richiamo per il vaccino anti Covid non sarà necessario prima di un anno. Lo ha detto a Sky Tg24 il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli.

«Le informazioni sulla durata del vaccino le acquisiamo in maniera continuativa - ha affermato -. È chiaro che avendo iniziato a vaccinare tutto il mondo sul finire dello scorso anno è difficile fare una stima precisa sulla durata della vaccinazione.

È ragionevole ipotizzare il ricorso ai richiami trascorso un certo periodo di tempo, ma è difficile stabilirlo in maniera precisa. I dati sono largamente confortanti sui richiami non prima di un anno».

Sul Green certificate Locatelli ha spiegato: «È una strategia per ridurre al massimo il rischio e deve essere perseguita in questa prospettiva e quindi l'invito forte è di aderire alla campagna di vaccinazione - ha sottolineato l'esperto, che ha poi affrontato anche il tema degli operatori sanitari -. Per gli operatori sanitari a contatto con i malati l'immunizzazione è una sorta di prerequisito per svolgere questa professione.

Non è pensabile che chi si rivolge ad una struttura sanitaria non abbia il massimo delle garanzia per evitare il contagio. In caso di rifiuto degli operatori sanitari devono essere considerate delle strategie che evitino in qualche modo il contatto con le persone esposte al rischio. Per le connotazioni deontologiche della professione non dovremmo neanche parlarne».

In autunno potrebbero essere coinvolti nelle vaccinazioni anche i bambini. «Se tutto andrà nella direzione giusta con l'approvazione degli studi che fanno riferimento ai piani d'investigazione pediatrica, per l'autunno si può pensare di avere a disposizione dei vaccini che possano essere somministrati anche ai bambini».

In migliaia dicono addio allo smart working: i dipendenti pubblici rientrano negli uffici. Da lunedì 3 maggio una buona parte dei circa 10 mila dipendenti pubblici che lavora da casa si prepara a rientrare in ufficio.

Da un lato il decreto Proroghe allunga la scadenza del lavoro agile al 31 dicembre, dall’altro elimina l’obbligo del 50 per cento e fissa al 15 per cento quota massima raggiungibile senza il consenso del lavoratore.

L’obiettivo è far tesoro dell’esperienza maturata durante la pandemia per consentire soprattutto alle persone più fragili di poter utilizzare il telelavoro. Qui per approfondire.

Decessi Covid in calo, mai così pochi da 7 mesi. Figliuolo: presto vaccini ai più giovani, pronti a farli nelle scuole. Da oggi nuova mappa cromatica delle misure anti Covid in Italia: l’unica regione rossa sarà la Valle D’Aosta, Sardegna arancione insieme a Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Tutte le altre restano gialle.

Intanto la campagna vaccinale avanza senza soste e supera il mezzo milione di dosi al giorno. Il prossimo obiettivo, come sottolinea il generale Francesco Figliuolo, commissario all’emergenza, è «completare, in tempi rapidi, la fascia dei 65 anni.

Quando avremo fatto loro, potremo aprire in maniera multipla e parallela a tutte le classi di età». Ecco i particolari.

I numeri da chiamare per la prenotazione, i codici di esenzione e i vaccini a disposizione. Esiste una platea di poco meno 80 mila persone che possono vaccinarsi contro il coronavirus, ma che, almeno al momento, non hanno preso d'assalto, come avvenuto invece per altre categorie e fasce d'età, i sistemi di prenotazione regionali.

Si tratta, nel dettaglio, degli under 60 affetti da particolari patologie, ma non a livello di gravità degli estremamente fragili, cui la Regione ha concesso, appunto, di richiedere l'immunizzazione.

La Direzione Salute ha prodotto un elenco più specifico basato sui codici di esenzione (ma non soltanto come riferiamo a parte). Una lista che lascia comunque la possibilità al medico di base, e a coloro che svolgono l'anamnesi nei centri vaccinali, di allargare il loro spettro d'azione, ma che aiuta a fare chiarezza. Qui i dettagli.

Aprire alle prenotazioni per i cinquantenni in regione: la proposta di Fedriga a Roma. La marcia della macchina vaccinale in Friuli Venezia Giulia continua a procedere a buon ritmo, tanto che il 1° maggio nonostante il giorno festivo sono state somministrate più di 7 mila dosi, ma a preoccupare resta il numero di prenotazioni ancora inferiore alle aspettative.

E così, dopo aver lanciato venerdì un appello ai cittadini chiedendo di aderire con fiducia alla campagna vaccinale, il governatore Massimiliano Fedriga ha espresso l’intenzione di chiedere al Commissario straordinario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Figliuolo di anticipare, in Friuli Venezia Giulia, l’apertura delle agende di prenotazione per i cittadini al di sotto dei 60 anni, se la risposta delle altre fasce d’età già vaccinabili continuerà a essere così tiepida. Ecco l’articolo.

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