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Moimacco piange Giovannina Tecco: gestì il negozio di alimentari dove fu attivato il primo telefono pubblico

MOIMACCO. Se n’è andata all’improvviso, colta da un malore che l’ha portata via all’età di 84 anni, Giovanna Baita – per tutti Giovannina Tecco, con il cognome da sposata –, «autentica istituzione a Moimacco», citando il sindaco Enrico Basaldella, che la dipinge come un «punto di riferimento per l’intera comunità» grazie alla sua lunga e appassionata presenza nel negozio di famiglia, il primo e unico alimentari-edicola del paese.

Da quel punto vendita, fondato ai tempi della seconda guerra mondiale dai genitori di Gastone Tecco, il marito di Giovannina, e oggi gestito da uno dei tre figli della coppia, Fabio, e da sua moglie Dania, è partito, nella realtà paesana, tutto ciò che era modernità: lì fu attivato il primo telefono pubblico, lì arrivò la prima televisione, lì era possibile rifornirsi delle bombole di gas e così avanti.

Nel periodo bellico l’esercizio, affacciato sulla piazza principale dell’abitato, si strutturava anche come un dopo-lavoro, una sorta di circolo insomma, dove la gente della zona era solita fare tappa con cadenza quotidiana anche a fini di ritrovo.

«Ai tempi dei nonni – ricorda l’attuale titolare – vi si produceva il gelato artigianale, d’estate si servivano le angurie: era anche un luogo della socialità, insomma».

Negli anni, poi, le redini erano state prese da Gastone, sempre affiancato da Giovannina, la cui bontà e il cui dinamismo – attivissima, è stata in servizio proprio fino all’ultimo – avevano subito fatto breccia nei cuori della clientela.

Non c’è persona, a Moimacco, che non la conoscesse e non la ricordi con parole cariche d’affetto, ammirazione e riconoscenza.

«Perdiamo una colonna portante – dichiara ancora il sindaco, rivolgendo ai familiari l’abbraccio dell’amministrazione –. È una figura scolpita nell’immaginario collettivo, per il quale Giovannina rappresenta la memoria storica di Moimacco, proprio per quella sua presenza costante, per il giornaliero, immancabile contatto con la popolazione.

Fra l’altro – aggiunge – la nostra concittadina era custode di una preziosa collezione di foto storiche sulla realtà locale».

Naturalmente portata al contatto umano, l’imprenditrice – che lascia tre figli, Daniela, Marina e appunto Fabio, e della quale in molti, in queste ore, stanno ricordando «l’anima bella» e il sorriso radioso – era originaria di Moimacco e apparteneva a una famiglia molto numerosa: figlia di Pietro Baita e Marina Tonetto, Giovannina aveva infatti ben dodici fratelli.

Una donna molto impegnata, da sempre, anche nell’ambito del volontariato, cui ha dedicato ampia parte del suo tempo libero, con grande altruismo: era una delle socie più anziane – e tuttora operative: aveva fra l’altro da poco rinnovato la patente di guida, per potersi muovere agevolmente sul territorio – dell’Avulss di Cividale.

I funerali saranno celebrati martedì, alle 15, nella chiesa di Moimacco. —

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