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Pigna perde l’appalto di Poste per le buste: allarme per 65 lavoratori

Cisl, Cgil e Uil chiedono l’intervento dei parlamentari: a rischio posti di lavoro Fdi chiede di congelare le procedure di gara fino al termine della pandemia

TOLMEZZO.I sindacati lanciano l’allarme occupazione per l’azienda cartotecnica Pigna Envelopes di Tolmezzo dove lavorano 65 persone. I segretari di Fistel-Cisl, Massimo Albanesi, di Slc-Cgil, Riccardo Uccheddu, e di Uilcom-Uil, Paolo Battaino, puntano il dito contro una gara a invito indetta e conclusa da Poste Italiane (buste, imbustamento automatico di corrispondenza massiva) a dicembre 2020 con scadenza gennaio 2021, «dove – affermano i tre sindacalisti – ci risulta, il principale se non unico requisito di accesso sia il “massimo ribasso”».

Un requisito che i sindacalisti trovano estremamente grave per un soggetto a controllo dello Stato (Poste Italiane è partecipata per il 35% da Cassa Depositi e Prestiti e per il 35% del ministero dell’Economia e delle Finanze). Le tre sigle sindacali contestano a Poste Italiane di aver tagliato fuori, privando di continuità, aziende nazionali tra cui Pigna Envelopes di Tolmezzo, fornitore di lunga data e storica impresa italiana (1839), di cui «così si mette a rischio – denunciano –, almeno in parte, l’attuale occupazione dei circa 65 lavoratori, oltre all’indotto».

Ancor più grave, osservano, è che lo si faccia nel quadro di grave difficoltà economica dovuta alla pandemia. Albanesi, Uccheddu e Battaino mettono nel mirino, poi, le gare al massimo ribasso «che favoriscono altre nazioni europee che producono in paesi ove il dumping è la regola, aziende che magari sono già state sanzionate dall’antitrust della commissione europea, pochi anni fa, per aver fatto “cartello”». I sindacati si appellano alle istituzioni e chiedono ai parlamentari del Fvg una norma su clausole sociali a garanzia dell’occupazione italiana.


E se Poste Italiane non rilascia dichiarazioni, il consigliere comunale Marioantonio Zamolo e la referente del direttivo provinciale di Fratelli d’Italia per l’Alto Friuli, Laura Tosoni, chiedono di tutelare i 65 posti di lavoro, ancor più ora che Tolmezzo è scesa sotto i 10 mila abitanti. «Con una montagna che si sta spopolando – dichiarano i meloniani – non possiamo assistere inermi a questo nuovo attacco all’occupazione e alla tenuta del sistema socio demografico carnico». Zamolo e Tosoni sollecitano il deputato Walter Rizzetto a farsi portavoce dei lavoratori della Carnia coinvolgendo anche i deputati locali di centrodestra al governo e di intervenire per congelare le procedure di gara fino alla fine della pandemia. I due esponenti di Fdi ricordano che già il 22 aprile Rizzetto aveva accesso i riflettori sugli appalti «al massimo ribasso, che possono essere vinti – rimarcano Zamolo e Tosoni – soltanto da imprese che delocalizzeranno in aree dove il lavoro viene meno pagato, a danno delle aziende storiche italiane che garantiscono il lavoro e producono reddito in Italia». Sottolineano i meloniani che Poste Italiane di fatto è impresa pubblica e considerano ancor più grave che si muova in tal modo. «Contestiamo – afferma Rizzetto – l’evidente scelta di Poste di privilegiare le aziende straniere per il rinnovo della fornitura di buste di carta. Va infatti in questo senso il confronto competitivo che ha indetto Poste a rinegoziare il prezzo, prevedendo un prezzo troppo basso, che è sotto il costo del lavoro in Italia e inoltre non include gli standard ambientali che devono rispettare le aziende che operano in Italia». 


 

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