Un banco vuoto vicino alla finestra ricoperto di fiori: il saluto degli amici di Riccardo, travolto e ucciso a 16 anni

Il racconto della preside e dei professori: “C’era un’atmosfera irreale in classe. Vedere quel banco vuoto è stato straziante. I ragazzi sono ancora increduli, sconvolti. Nessuno è preparato ad affrontare certe cose”

UDINE. Il banco vuoto, vicino alla cattedra, e sopra i mazzi di fiori. In classe il silenzio. I ragazzi della seconda sezione commerciale dell’istituto Stringher di Udine sono ancora attoniti. I volti sono segnati dalle lacrime. C’è dolore, sconforto e anche rabbia per aver perso un amico e un compagno di classe che sapeva farsi voler bene da tutti.

Riccardo, poco prima delle 22 di sabato 1 maggio, stava attraversando la strada a piedi, sotto la pioggia battente. Voleva raggiungere l’abitazione di un coetaneo, dove avrebbe trascorso la notte. Gli investigatori stanno verificando quale è stato il punto esatto dell’attraversamento, se si tratta o meno delle strisce pedonali. È stato centrato in pieno da un’automobile condotta dal cinquantaseienne udinese Sandro Margherit, che, al volante di una Smart, stava percorrendo viale delle Ferriere diretto verso la stazione.

Il conducente, indagato per omicidio stradale, aveva un tasso alcolemico di 0,75 grammi/litro (superiore al limite consentito di 0,50). L’auto è stata sottoposta a sequestro dai carabinieri della sezione Radiomobile della Compagnia di Udine, intervenuti sul posto per i rilievi. Riccardo Franzin è morto sul colpo. Troppo gravi i traumi riportati in seguito all’impatto con l’automobile. Gli operatori sanitari del 118, accorsi sul posto con un’ambulanza e l’automedica, hanno potuto soltanto constatare il decesso.
 

Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell’incidente. I carabinieri stanno vagliando le testimonianze e gli elementi raccolti durante gli accertamenti sul luogo dell’investimento. Saranno visionati anche i filmati delle telecamere presenti nella zona.


Gli insegnanti, nella mattinata di lunedì 3 maggio, hanno cercato di trovare le parole più appropriate per comunicare con gli alunni. La dirigente scolastica, Monica Napoli, ha voluto incontrare gli studenti. “C’era un’atmosfera irreale in classe – racconta con la voce rotta dall’emozione la preside -. Vedere quel banco vuoto è stato straziante. I ragazzi sono ancora increduli, sconvolti. Nessuno è preparato ad affrontare certe cose. Riccardo, come hanno ricordato i suoi compagni, rallegrava l’atmosfera in classe. Ora stiamo pensando di dedicare a lui uno spazio all’interno del sito del nostro istituto.

LA TESTIMONIANZA. Travolto a 16 anni mentre attraversa le strisce, la chiamata dell'amico: «Ero al telefono con lui, poi il silenzio»

Parlerò con l’amministratore del sistema. I ragazzi avranno la possibilità di scrivere frasi e pensieri dedicati a Riccardo, che saranno pubblicati. Abbiamo anche intenzione, se i ragazzi se la sentiranno, perché di certo non sarà facile, di partecipare alle esequie, ovviamente nel rispetto della normativa anti contagio.

A scuola è stata anche attivata la possibilità di rivolgersi all’apposito sportello, dove due docenti saranno a disposizione del ragazzi per offrire loro un supporto psicologico in un momento che è estremamente difficile per tutti”. 

Intanto nella villa di via Zampis, nella piccola frazione di Palino, dove lo studente sedicenne, che avrebbe compiuto 17 anni il prossimo 14 maggio, abitava con la mamma Nadia e il papà Massimo, i genitori, circondati dall’affetto della comunità, cercando di trovare la forza per andare avanti.

Poi ci sono gli amici, quelli con cui Riccardo condivideva emozioni, pensieri e anche le piccole difficoltà vissute da un adolescente che aveva ancora tanti sogni da realizzare. Rossella, 16 anni, ha lasciato, domenica 2 maggio, un mazzo di fiori appeso al palo della fermata del bus, con una lettera che racconta un’amicizia speciale. “Ci siamo incontrati due anni fa, tramite alcuni amici in comune – racconta in lacrime -. Era un ragazzo d’oro. Ci volevamo tanto bene. Riusciva a farmi tornare il sorriso anche quando ero un po’ giù. Mi manca tanto. La vita è preziosa, la vita è bella, la vita è corta. C’è chi la usa tanto per far passare il tempo, chi per inseguire il proprio sogno, chi per aiutare il prossimo. Tu, Riccardo, avevi una passione per lo sport, il sorriso perennemente sul viso. Sempre pronto a divertirti. Ci ritroveremo di nuovo, un giorno, e torneremo a divertirci tutti assieme e per sempre”.

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