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Addio a Mario Croce, custode della storia dell’acciaieria Safau

Mario Croce aveva un nutrito archivio sulla storia industriale della città e dell’ex Safau

UDINE. «Ci sono persone che salvano la memoria», questo scrivevamo sulle pagine di Genius loci nel 2012, «e Mario Croce, vecchio tecnico Safau, classe 1922, è uno di questi».

Mario Croce purtroppo “è volato lontano”, come comunica in un commosso messaggio l’amico Bruzio Bisignano a tutto il gruppo “Amîs de Safau”, e con questo annuncio si palesa subito dopo il cordoglio non solo dei colleghi di fabbrica, ma del mondo produttivo regionale.

Mario Croce mancherà a tutti. Era il forte custode, attraverso il nutrito archivio e i suoi scritti, dell’eccezionale storia industriale di una città brillante già alla fine dell’Ottocento, con la Ferriera di Udine, e che sfocerà vivissima nel Novecento, nella sua avventura firmata Safau, grazie a uomini arditi e ingegnosi come lui.

Era stato proprio Croce a raccontarci di essersi «ispirato a un libro russo, che apparteneva alla vecchia Ferriera, trovato nella biblioteca della Safau» per la progettazione del bruciatore del Forno Martin.

Egli aveva avuto parole amare nel ricordare che là dentro, accanto all’ufficio tecnico, «c’erano tremila disegni, tra quegli scaffali, e migliaia di riviste all’avanguardia».

C’eravamo detti: ma dov’è finita la biblioteca di tutta questa centenaria memoria industriale? Negli anni poi, con costanza indomita, aveva fatto la mappatura, in giro per Udine e dintorni, di tutte le fontane della vecchia fabbrica.

Sempre lui aveva riconosciuto nei piccoli cerchi in rilievo di materiale nero, all’interno del lungo muro di viale delle Ferriere, molto probabilmente «le scorie prodotte dai forni di pudellaggio».

Ma soprattutto la frase che più preferiamo era questa (e pure pronunciata con il suo piglio “roccioso”): «Ci siamo fatti fregare la Ferriera!».

Ma chi era questo eccezionale signore? Mario Croce, perito industriale al Malignani, dopo una breve esperienza professionale, era entrato nel 1947, «in quella Safau dei “ragazzi” di Serafino Galotto», come ci racconta emozionato Bisignano, «divenendo responsabile della squadra impianti».

In quel ruolo Croce seguirà lo sviluppo vorticoso della fabbrica ed in particolare la costruzione dell’ormai “mitico” Forno Martin Siemens, ovvero l’installazione del Forno Elettrico da 40 tonnellate, la costruzione del laminatoio 550 per barre e profili, l’installazione della prima colata continua in Italia, e tanti altri ammodernamenti impiantistici in tutti i reparti.

Croce era un tecnico dalle soluzioni talentuose. Guardava al meglio dell’internazionalità.

Nel 1959, seguirà l’ingegner Luigi Danieli, già direttore tecnico della Safau, nell’avventura della Danieli stessa di Buttrio, dove coordinerà la progettazione e l’installazione di un centinaio di macchine per colata continua in molti Paesi del mondo, fino al 1984.

Ai suoi figli, Daniela e Mauro, le nostre più sentite condoglianze. —

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