Bando da oltre 30 milioni per le scuole della regione: asili, elementari e medie

UDINE. L’assessore Graziano Pizzimenti lo ha definito come «uno dei più grandi investimenti della storia della Regione in edilizia scolastica».

Molto più prosaicamente, invece, si tratta di uno stanziamento da oltre 30 milioni di euro messo in campo dalla giunta per interventi di adeguamento su asili, elementari e medie del Friuli Venezia Giulia.

Il bando, aperto lo scorso 12 aprile e che scade il 31 maggio, è rivolto agli enti locali proprietari delle strutture ed è composto da 29 milioni di fondi regionali e 3 milioni 800 mila di provenienza statale mentre è ancora da definire la quantità di denaro messa a disposizione dall’Unione europea.

La Regione, inoltre, garantisce una copertura del finanziamento pari all’80% del valore dell’intervento con gli enti locali che, invece, devono coprire il restante 20% in modo tale da portare il totale del bando a più o meno 36 milioni.

«Fondi – commenta Pizzimenti – che non soltanto serviranno a mettere in sicurezza un numero considerevole di edifici scolastici, ma si trasformeranno pure in un volano importante per l’economia del territorio.

Il nostro obiettivo, tra l’altro, è quello di mettere a disposizione il prima possibile, ci auguriamo entro fine estate, le prime somme e, non per nulla, nel bando è prevista un’apposita premialità per coloro che presenteranno interventi immediatamente cantierabili.

La graduatoria finale, di durata biennale, ci permetterà, inoltre, di avere a disposizione un elenco completo di opere che andremo a sostenere, nel tempo, a seconda della disponibilità economica dell’assessorato».

Entrando nel dettaglio degli interventi finanziabili, quindi, il principale è, come da consuetudine, l’adeguamento alla normativa anti-sismica, con la mitigazione del rischio, l’eventuale sostituzione edilizia, cioè con demolizione e completa ricostruzione della struttura, l’efficientamento energetico, ma soltanto nel caso di edifici che presentano un indice di rischio pari ad almeno 0,8 (e 0,6 per quelli vincolati), e che comprendano anche un salto di almeno due classi energetiche.

Per quanto riguarda, poi, il valore dell’intervento pubblico, questo sarà pari a un massimo di 2 mila euro a metro quadrato nel caso di demolizione e ricostruzione dell’immobile, tra mille 200 e 2 mila nel caso di interventi anti-sismici, di 300 per le opere di efficientamento energetico e mille 500 per gli altri lavori potenzialmente oggetto di contributo.

Il valore della superficie utile lorda – sia in caso di demolizione e ricostruzione sia di adeguamento – deve essere calcolato in base a determinati parametri e al numero di classi, strettamente necessario, determinato sugli effettivi allievi che frequentano l’edificio.

Nelle scuole dell’infanzia, a essere precisi, sono richiesti da 6,65 a 8,24 metri quadrati per alunno con una superficie minima complessiva di almeno 200 metri quadrati.

Negli istituti primari, invece, la forbice per singolo iscritto deve essere compresa tra 6,11 e 7,56 metri quadrati per una superficie totale di almeno 350.

Per quanto riguarda, infine, le secondarie di primo grado – cioè le “vecchie” medie – bisogna garantire da 8,06 a 11,02 metri quadrati per alunno e 500 come dimensione complessiva.

Al netto delle singole deroghe e circostanze eccezionali, infine, nel bando sono previsti anche altri criteri specifici.

Nelle scuole dell’infanzia devono esserci almeno 30 bambini (20 nei comuni “svantaggiati”) che salgono a 50 negli istituti primari.

Le sezioni associate di secondaria di primo grado, infine, devono avere almeno 45 alunni iscritti, mentre gli istituti equivalenti alle medie le scuole coordinate e le sezioni associate un minimo di 100. —


 

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