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Donna di 55 anni muore schiacciata dal letto a contenitore: trovata dalla figlia, aperta un’inchiesta

Il letto contenitore si è trasformato in una trappola mortale che ha tolto il respiro a Roberta Romano, agente di Polizia penitenziario di 56 anni.

Da una prima ricostruzione sembra che la donna sia stata trovata riversa all’interno del letto dalla giovane figlia, M. P., rientrata a casa poco prima del coprifuoco. La ragazza ha chiamato il 118 che ha fatto scattare l’intervento dei Carabinieri.


Non c’è stata nessuna possibilità di salvare la signora il cui decesso è stato constatato dai medici. I carabinieri hanno sigillato la porta di casa che ora è inaccessibile e la pm Laura Villan ha predisposto l’autopsia. Per adesso sul corpo non sono stati trovati segni di violenza e sembra che la donna sia morta per asfissia. La tragedia, la cui dinamica è ancora in corso di accertamento, è avvenuta domenica sera in Calle dei Sechi a Santa Marta, al civico 2431 di una casa popolare.

Sono quasi le 22 di domenica quando M.P. torna nella casa di Santa Marta dove abita con la mamma da qualche anno. Molti vicini sono attaccati alla televisione per seguire ad alto volume il calcio, altri sono già a dormire. Nessuno quindi sente la disperazione di M.P. quando, aprendo la porta della camera, trova la madre immobile, distesa all’interno del contenitore del letto.

La giovane chiama subito il Suem che dall’Ospedale civile si dirige il più veloce possibile a Santa Marta. La chiamata fa scattare l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Natanti e della Compagnia di Venezia che arrivano nell’appartamento al terzo piano di una decadente palazzina dell’Ater.

Purtroppo non c’è nulla da fare. Roberta Romano è morta in quello che sembra un incidente domestico. Il letto, dove ogni notte si coricava per abbandonarsi al riposo, diventa una feroce tenaglia che la incastra, soffocandola. Non è chiara la dinamica della tragedia e d è per questo che i carabinieri sigillano l’appartamento. La salma viene portata all’Ospedale all’Angelo di Mestre dove, su indicazioni della pm Laura Villan, verrà sottoposta ad autopsia.

Intanto nei condomini di Calle dei Sechi, proprio di fronte al ristorante La Tecia Vegana, il via vai di ambulanza e carabinieri viene notato da alcuni vicini che si affacciano per capire cosa succede. In passato era capitato di sentire da quelle mura alzare la voce più volte e molti non ci fanno caso. I carabinieri suonano comunque i campanelli dei vicini per porre alcune domande sulla donna e sulla figlia.

Le due vivono in questa casa da pochi anni e sono molto riservate. Le poche parole che scambiano con i vicini sono quando il loro gatto scappa ed escono a cercarlo, ma poi nessuno sa molto di loro. La mamma, prima agente penitenziario al carcere femminile della Giudecca e poi trasferita a svolgere una mansione amministrativa, è di poche parole, ma conosciuta nel quartiere.

Roberta Romano è magra e piccolina con capelli scuri che le incorniciano un volto segnato da una vita dura piena di prove. Come la figlia, una ragazza poco più che maggiorenne, che ha già alle spalle la perdita del padre, morto qualche anno fa. Una tragedia nella tragedia per la giovane che improvvisamente è diventata orfana e non ha più nessuno.

Da domenica notte non si può più entrare nella casa di Roberta Romano. Nell’anonimo palazzo i sigilli dei carabinieri ricordano che c’è un dramma, ancora tutto da chiarire.

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