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Estate 2021, come scegliere la meta per le ferie? Ecco dove si può andare all’estero e quali sono le regole (con green pass)

UDINE. C’è ottimismo da parte del governo e dell’Iss sulla possibilità che in estate i cittadini possano ricominciare a viaggiare. Tra pass, isole Covid free e riapertura di molte attività, ci sarebbero i presupposti per iniziare a pensare a una possibile vacanza, così come aveva anticipato nelle settimane scorse il ministro del Turismo Garavaglia. 


Il tema è tornato attuale nelle ultime ore con le dichiarazioni di Draghi che spinge sul green pass e la possibilità di muoversi in Italia proprio per incentivare il turismo del nostro Paese. Lo stesso argomento è stato anche dibattuto in Commissione europea, nel tentativo di omologare, in un unico passaporto, le regole per i viaggi entro l’estate. 

Le regole dell’Europa
La Commissione europea propone agli Stati membri di allentare le attuali restrizioni sui viaggi non essenziali, come quelli per turismo, nell'Ue, tenendo conto dei progressi delle campagne di vaccinazione e degli sviluppi della situazione epidemiologica a livello mondiale. L'ingresso nell'Unione può essere consentita a tutte le persone provenienti da Paesi con una buona situazione epidemiologica e a tutte le persone che hanno ricevuto l'ultima dose raccomandata di un vaccino autorizzato dall'Ue.

In proposito vengono indicati precisi parametri: i Paesi di provenienza devono avere un tasso di notifica pari a 100 su 14 giorni, su 100 mila persone, verranno analizzate le percentuali dei test condotti, i tassi di positività e le tendenze. Sulla base di questi elementi sarà stilata una lista. Saranno comunque ancora richiesti test ed eventuali periodi di quarantena.

Il provvedimento dell'Esecutivo comunitario sarà presentato mercoledì agli ambasciatori dei 27 Paesi Ue. Bruxelles spera di arrivare ad un via libera del Consiglio per fine mese. A quel punto la Commissione punta ad includere nell'elenco dell'allentamento delle restrizioni un congruo numero di Paesi.

Sicuramente vi rientrerà Israele, e probabilmente anche Regno Unito e Stati Uniti, che tuttavia ad ora continuano a destare alcuni interrogativi. La proposta prevede comunque un nuovo meccanismo di 'freno di emergenza' da coordinare a livello Ue e che limiterebbe il rischio di importazione delle varianti del virus. 

Cosa cambia con il Green Pass?
Da diverse settimane si parla del certificato verde che permetterà gli spostamenti su tutto il territorio Ue. Un sistema di gestione che sarà operativo dal prossimo primo giugno e che attesterà, attraverso un’app o certificato cartaceo, l’avvenuta vaccinazione con relativo numero di dosi, esiti dei tamponi e guarigioni dal virus nei mesi precedenti. Il Green pass consentirà anche gli spostamenti da e verso zone arancioni e rosse. 

Dove si può andare
Secondo il Dpcm del 2 marzo, sono liberamente consentiti, in base alla normativa italiana gli spostamenti verso l’estero. Per specificare meglio quali sono le regole, la Farnesina ha diviso cinque gruppi di Paesi (A, B, C, D ed E) verso i quali si può viaggiare con più o meno limitazioni in base all’andamento della pandemia. 

Germania e Portogallo, ad esempio, non consentono gli ingressi e il pernottamento per motivi turistici. Francia e Regno Unito permettono l’entrata solo dopo aver effettuato un tampone molecolare e, nel caso degli inglesi, solo dopo aver completato un isolamento cautelare di 10 giorni. Ad oggi, la Spagna è uno dei pochi Stati che consente l’ingresso da tutti i Paesi europei ed appartenenti allo spazio Schengen, senza obbligo di quarantena.

Per quasi tutti i Paesi Extra-Ue i viaggi possono essere effettuati soltanto per motivi di lavoro, salute, assoluta necessità, rientro al domicilio, residenza o abitazione e per motivi di studio. Non sono dunque consentiti i viaggi per turismo almeno fino al prossimo Decreto. 

Per sapere quali sono le mete ancora inaccessibili e quali sono le restrizioni per i viaggiatori, la Farnesina ha messo a disposizione un questionario online sul sito Viaggiaresicuri.it che risponde ai dubbi degli italiani che vogliono mettersi in viaggio.  
 

Stati membri dell’Unione Europea: Austria (con limitazioni relativamente ai transiti e soggiorni in Tirolo), Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Far Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (incluse Guadalupa, Martinica, Guyana francese, Riunione, Mayotte; esclusi altri territori al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi i territori al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (incluse isole Canarie e altri territori situati nel continente africano), Svezia, Ungheria; 

Stati parte dell’accordo di Schengen: Islanda, Liechtenstein, Norvegia (incluse isole Svalbard e Jan Mayen), Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Svizzera;

Altri Stati: Andorra, Principato di Monaco; Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Dove è vietato
Non sono permessi gli spostamenti liberi dei cittadini italiani da/per Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord, Kosovo, Moldavia, Bielorussia, Ucraina, Russia. In particolare, rimangono consentiti solo i viaggi per i già noti motivi di studio, lavoro, salute, estrema necessità, non per motivi di turismo e familiari. Riportiamo comunque gli avvisi relativi a questi Paesi

La quarantena 
L'Italia permette di recarsi in questi Stati, ma è possibile che alcuni di questi Stati applichino forme di restrizione all’ingresso. Informazioni sempre aggiornate sono trovabili sul sito Viaggiare Sicuri, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri (www.viaggiaresicuri.it), che consigliamo caldamente di consultare prima di mettersi in viaggio, e sul sito reopen.europa.eu. Si può anche utilizzare il questionario messo a punto dal Ministero degli Affari Esteri. 

Chi entra in Italia
Per l’ingresso in Italia, in caso di soggiorno o transito dai Paesi considerati a rischio nei 14 giorni precedenti, oltre a compilare un’autocertificazione (che verrà a breve sostituita da un formulario digitale di localizzazione), è obbligatorio informare del proprio ingresso in Italia il Dipartimento di Prevenzione della Asl competente, sottoporsi a test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio italiano. 

In caso di mancata presentazione dell’attestazione relativa al test molecolare o antigenico prescritto, si è sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. 


Fino al 15 maggio 2021, è in vigore l’ordinanza 2 aprile 2021 del Ministro della Salute. Tale ordinanza prevede che tutti coloro che hanno soggiornato o transitato, nei 14 giorni antecedenti all'ingresso in Italia, in uno o più Stati e territori di cui all'elenco C (stati UE, stati Schengen e Israele), indipendentemente dall’esito del test molecolare o antigenico già richiesto per l’ingresso in Italia, devono sottoporsi anche a un periodo di 5 giorni di quarantena presso l'abitazione o la dimora, previa comunicazione del proprio ingresso nel territorio nazionale  al  Dipartimento  di  prevenzione dell'azienda sanitaria competente per territorio.

È obbligatorio, inoltre, effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico al termine dei cinque giorni di quarantena.  

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