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Il Fvg cambia strategia: fino a 12 mila vaccinazioni al giorno per superare gli obiettivi imposti dal commissario

UDINE. Il commissario Francesco Paolo Figliuolo ha dettato alla Regione un cronoprogramma che prevede la somministrazione di oltre 93 mila vaccini in Friuli Venezia Giulia a partire da martedì 4 maggio e fino al 13 maggio.

Una media, quindi, di 9 mila 300 dosi quotidiane che la Regione deve riuscire a centrare per viaggiare, nuovamente, a piena velocità.

La Direzione Salute, quindi, ha ridisegnato le agende vaccinali arrivando, in alcuni giorni, a un potenziale di oltre 12 mila appuntamenti che, però, devono essere riempiti con le prenotazioni.

E il problema, cui in fondo risponde anche la decisione di aprire alla fascia d’età 55-59 a partire da lunedì 10 con il possibile anticipo di chi è già prenotato, è quasi tutto qui.

Perché se i cittadini del Friuli Venezia Giulia non rispondono “presente” – tanto per utilizzare un termine militare e sicuramente caro a Figliuolo – alla chiamata della campagna, allora diventa tutto più difficile. Anzi, quasi impossibile.



Gli obiettivi del Governo

La struttura commissariale ha consegnato al Friuli Venezia Giulia – come peraltro a tutte le altre regioni per la singola quota-parte – l’elenco dei target da raggiungere giornalmente entro il 13 maggio per rispettare i piani del Governo.

Martedì, mercoledì e giovedì, quando Figliuolo su scala nazionale punta a quota 500 mila dosi al giorno, il Friuli Venezia Giulia deve garantirne 9 mila 900, leggermente meno delle 9 mila 903 di dopodomani.

Roma, quindi, tira leggermente il freno a mano sabato e domenica, storicamente giorni non da record di somministrazioni, quando punta a 350 mila vaccinazioni nazionali e al Friuli Venezia Giulia ne chiede 6 mila 932 che tornano, tuttavia, a salire a 9 mila 903 nei quattro giorni compresi tra il 10 e il 13 maggio con lo Stato che, da parte sua, cerca nuovamente il mezzo milione di iniezioni quotidiane.

Il piano della Regione

I numeri, al momento, dicono che dopo aver raggiunto, e superato, nella prima settimana di target gli obiettivi del Governo, adesso la Regione sta facendo più fatica ad avvicinarsi alla quota stabilita da Figliuolo sia per le difficoltà di incrociare i diversi vaccini sia per un volume di prenotazioni non eccelso.

Come, peraltro, spiegato più volte da Massimiliano Fedriga e Riccardo Riccardi e dimostrato dal fatto che tra i 60enni le adesioni non superino il muro del 62% della platea potenziale e che anche tra gli under 60 con patologie croniche le cifre siano inferiori alle attese visto che, a martedì 4, erano state accumulate poco più di 14 mila prenotazioni su 77 mila aventi diritto.

Oggi, in sintesi, il Friuli Venezia Giulia non riuscirebbe a tagliare i traguardi fissati da Figliuolo fermandosi complessivamente, dal 4 al 13 maggio, attorno alle 78 mila vaccinazioni contro le 93 mila richieste dal Governo.

Un gap di circa 15 mila iniezioni che la Direzione Salute proverà a colmare in due modi.

Il primo porta a un allargamento delle agende vaccinali superando la disponibilità di 10 mila iniezioni quotidiane da mercoledì a sabato, con giovedì il picco potenziale a quota 12 mila 584, mentre il secondo alla possibilità, garantita a chi ha la prima dose a partire dalla prossima settimana, di anticipare la propria inoculazione.

Il tutto, ovviamente, lasciando a disposizione l’opportunità a tutte le categorie vaccinabili di continuare a riservare il proprio appuntamento sperando di aumentarne ancora la percentuale di copertura.

Dosi in magazzino e utilizzo

Vale la pena di ricordare come i nuovi target di Figliuolo siano stati fissati dopo aver verificato che la settimana scorsa è stata quella in cui si è registrato il picco delle consegne di vaccini sia in Italia sia in Friuli Venezia Giulia.

Tra il 26 aprile e il 1° maggio, da noi, sono arrivate 9 mila 600 dosi di Moderna, 43 mila 290 di Pfizer, 39 mila 300 di AstraZeneca e 3 mila 100 di Johnson&Johnson per un totale di 95 mila 290 unità.

Se a questo dato, inoltre, ci aggiungiamo le 3 mila 500, sempre di Johnson&Johnson, consegnate il 22 aprile, parliamo di poco meno di 100 mila dosi. Il tutto, poi, senza dimenticare le almeno 40 mila Pfizer programmate entro fine settimana.

Per questo motivo, quindi, nel piano vaccinale della Regione è previsto l’utilizzo, in dieci giorni, di almeno 33 mila 811 dosi di AstraZeneca, 3 mila 571 di Moderna e 41 mila 141 di Pfizer.

Il tutto dovrebbe pure consentire di mantenere in magazzino quasi 19 mila vaccini di AstraZeneca, 3 mila di Moderna e 26 mila di Pfizer – ma in questo caso soltanto dopo le consegne del fine settimana – sufficienti a coprire eventuali, e auspicati, anticipi delle prenotazioni e, quindi, a raggiungere la media di 9 mila 300 iniezioni al giorno richieste dal Governo alla nostra regione. —

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