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Guida autonoma: sulle montagne della regione un’area per i test

Dotata di sensori e attrezzata, sarebbe la prima in Europa. Feragotto: «Puntiamo ad attrarre e trattenere talenti»

UDINE. Sulle strade montane del Friuli Venezia Giulia la “pista-test” per le auto a guida autonoma. Il progetto punta a realizzare un percorso attrezzato, adeguatamente dotato di sensori e apparecchiature per il tracciamento e il controllo delle autovetture, da mettere a disposizione delle case automobilistiche che, in Europa, stanno lavorando sull’intelligenza artificiale applicata all’auto.

E l’obiettivo non è solo offrire un servizio che, oggi, in tutta Europa, non esiste, ma di creare un elemento di attrattività territoriale: potrebbe avere senso per Mercedes, piuttosto che per Bmw, e anche per Fca, insediare in Fvg una parte della propria struttura tecnica, magari quella finalizzata alla ricerca, perché qui c’è l’area destinata alla prove.


«Un’altra dimostrazione - spiega Dino Feragotto vice presidente di Confindustria Udine, e componente della cabina di regia di Industry Platform 4 Fvg, il digital innovation hub del Friuli - di come la digitalizzazione possa diventare un creatore di valore». Già, la digitalizzazione, è una delle passioni di Feragotto che un po’ per lavoro e molto, probabilmente, per interesse personale, ha indirizzato su questo fronte le proprie energie.

All’insegna della collaborazione «e della cooperazione, con l’obiettivo di mettere in rete tutti i centri di competenza che sono presenti in regione, e che hanno specializzazioni diverse, per aiutare le imprese, soprattutto le Pmi che non hanno risorse né possibilità di fare tutto da sole, a compiere un percorso ineludibile. «Perché - ricorda Feragotto - mancare l'appuntamento con il digitale non significa essere meno competitivi, significa uscire dal mercato». Qualunque esso sia.

Su questo fronte ecco un’altra novità: «I Living lab che inaugureremo a giugno», prosegue Feragotto. «Si tratta di laboratori specializzati aperti alle aziende e anche agli enti per dimostrazioni di tecnologiche specifiche. A Udine, ad esempio, in collaborazione con l’Università di Udine, inaugureremo quello dedicato all’intelligenza artificiale».

A Pordenone il Living lab sarà presso la Lef (la Lean experience factory), ad Amaro dentro il Carnia industrial park, a Trieste presso Teorema. «Insieme proporranno alle aziende dei “casi d’uso”, ovvero dimostrazioni di soluzioni o parti di processi industriali, con l’obiettivo di supplire a eventuali carenze delle Pmi, mettendo a fattor comune le competenze che il territorio già possiede».

Nella mappa dei luoghi della conoscenza digitale c’è anche la Lef, candidata ad essere il più grande Digital innovation hub del mondo... «La fabbrica modello, di cui Confindustria Udine è socia - risponde Dino Feragotto - è certamente parte del percorso. So delle ambizioni di Agrusti, ma conosco qualcuno dei Dih europei e credo che ne dovremo fare di strada ancora per essere leader mondiali.

Ma sono anche convinto che obiettivi ambiziosi sono più facilmente raggiungibili se si lavora insieme, e il Fvg, per quanto sia una piccola regione, ha competenze e capacità per diventare davvero grande, e soprattutto per far diventare grandi le proprie imprese».

Digitalizzazione come rischio per i posti i lavoro. Concorda? «No. La digitalizzazione è già presente nella nostra vita e lo sarà sempre di più, ci semplifica la vita, ma sarà tanto più utile quanto più sapremo utilizzarla al meglio, e questo richiede un minimo di impegno e di formazione, sempre più essenziale. Detto questo - chiarisce Feragotto -, l’idea del tracciato da predisporre come area test per le auto a guida autonoma, è un progetto che punta a richiamare la presenza di aziende sul territorio, e quindi offrire ai giovani opportunità di lavoro.

E’ un progetto per creare talenti e trattenere talenti sul territorio. La digitalizzazione dell’industria non sta riducendo posti di lavoro, ne sta creando di maggiormente qualificati. E la formazione, dentro e fuori le fabbriche, serve per creare e aggiornare le competenze necessarie. Io non guardo con timore al futuro e soprattutto non guardo con nostalgia al passato. Sarebbe come rimpiangere i tempi in cui gli schiavi costruivano le piramidi guardando una gru che fa il loro lavoro». 

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