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«Maltrattati e morti in una rsa di Sereni Orizzonti»: richiesta di rinvio a giudizio per due ex dirigenti udinesi

La società friulana citata dai familiari dei deceduti come responsabile civile

UDINE. Alla residenza sanitaria assistenziale che il gruppo friulano “Sereni Orizzonti” inaugurò nell’estate del 2018 a Rodano, comune della città metropolitana di Milano, morirono 22 ospiti in appena cinque mesi.

Tutti, secondo la Procura del capoluogo lombardo che sul caso puntò fari e microspie, a seguito dei maltrattamenti subiti nel periodo trascorso proprio all’interno della struttura.

Dove, a dispetto delle belle parole vendute alle famiglie, gli anziani sarebbero stati seguiti con «deliberata indifferenza e trascuratezza».

Questo, almeno, è ciò che ipotizza il pm Francesca Gentilini nella richiesta di rinvio a giudizio notificata a otto allora dipendenti della società.

A cominciare dagli udinesi Valentino Bortolussi, 52 anni, e sua moglie Judmilla Jani, 47, coinvolti in qualità, rispettivamente, di allora presidente del Consiglio d’amministrazione della Sereni Orizzonti spa e di co-amministratore di fatto.

Nei guai anche Rosa Raia, 42 anni, di Desio, ossia l’“addetta centralino” - questo recitava il suo contratto di assunzione - ritrovatasi a ricoprire il ruolo di responsabile e direttore di struttura fino al 9 novembre 2018.

Infine, il personale sanitario: Marika Baroni, 46 anni, di Liscate, infermiera con mansioni di capo sala, Rosella Anna Iantorno, 67, di Burago di Molgora, direttore sanitario pure con mansioni di capo sala, Stefano Mazzoleni, 38, di Pessano, e Chiara Geroli, 34, di Milano, medici, e Hesham Khalil Qawasmeh, medico e direttore sanitario.

Per tutti, l’accusa è di concorso in maltrattamenti verso numerosi degenti cui non sarebbero stati garantiti standard minimi di cura e assistenza.

Per un totale di 22 pazienti, poi «deceduti all’interno della struttura o altrove nel periodo immediatamente successivo», precisa il capo d’imputazione, contestando così l’ipotesi più grave.

Baroni e Iantorno sono chiamati a rispondere anche di falso, per avere la prima omesso e la seconda alterato le cartelle cliniche di due ospiti deceduti.

L’inchiesta è approdata martedì 4 maggio davanti al gup di Milano, Chiara Valori.

Delle 45 persone offese indicate dalla Procura, tutti eredi degli anziani scomparsi, 15 si sono costituite parte civile e hanno chiesto e ottenuto la citazione in giudizio quale responsabile civile di Sereni Orizzonti.

In caso di condanna di uno o più imputati, quindi, a pagare i danni sarà anche la spa.

«È una vicenda di alcuni anni fa, per la quale la società non ha alcuna responsabilità diretta – afferma in una nota Vittorio Pezzuto, responsabile relazioni esterne di Sereni Orizzonti –. Da tempo abbiamo interrotto i rapporti di lavoro con le persone coinvolte. Nessuno degli attuali dirigenti è indagato.

Apprendiamo adesso di questa chiamata come responsabili civili, che esamineremo con la dovuta attenzione. Nel frattempo abbiamo attivato le coperture assicurative».

Intanto, l’avvocato Maurizio Miculan, che assiste Bortolussi - tuttora operativo, ma alle dipendenze della holding, dove si occupa dei cantieri - e Jani - coinvolta anche nell’inchiesta della Procura di Udine per frode in pubblica fornitura - e che ha preannunciato l’intenzione di chiedere il rito abbreviato, ha depositato al gup una consulenza del professor Guido Broich, di Milano, esperto in sanità pubblica.

Un documento importante ai fini difensivi, perché evidenzia l’adeguatezza sia qualitativa sia quantitativa del servizio erogato dalla rsa ai parametri fissati dalla normativa della Regione Lombardia.

L’udienza è stata aggiornata al 10 settembre. —
 

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