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Un quarto dei cittadini regionali vaccinato con almeno una dose: prima iniezione al 25% dei residenti, richiami al 12,2%

UDINE. Il Friuli Venezia Giulia, mercoledì 5 maggio, ha superato il traguardo del primo quarto di popolazione, comprensiva anche degli under 16 che al momento non possono essere vaccinati, coperta con almeno una dose di vaccino, mentre la percentuale di residenti che hanno completato l’intero ciclo è pari al 12,2%.

Una cifra che, sommata alla decine di migliaia di persone guarite dal Covid negli ultimi mesi e che dunque possiedono un certo grado di anticorpi, cominciano a regalare al Friuli Venezia Giulia una protezione non indifferente nei confronti del coronavirus.

Per quanto riguarda, inoltre, la copertura dei più anziani, il dato aggiornato alla mattinata di ieri dice che gli over 80 cui è stata inoculata almeno una dose sono l’85,6% del totale, dato che sale al 98,7% tra coloro – poco meno di 79mila persone – che si sono prenotati e hanno chiesto di essere vaccinati.

Di questi, poi, il 79% ha ottenuto anche il richiamo a distanza di 21 giorni e dunque risulta essere completamente immunizzato.

Il discorso però cambia, come noto, scendendo d’età. Nella fascia tra 70 e 79 anni, infatti, la Regione sconta una mancata adesione attorno al 25% degli aventi diritto – siamo a 107 mila su circa 143 mila residenti – e, dunque, non sorprende come la copertura sia inferiore agli 80enni e si muova attorno al 53,5% dell’intera platea per quanto riguarda la prima somministrazione.

Attenzione, poi, perché, in questo caso, il vaccino utilizzato è quello di AstraZeneca che richiede una seconda dose a distanza di tre mesi e pertanto è quantomai normale che la percentuale di copertura totale sia minima e riguardi soprattutto coloro che, a causa di specifiche patologie presenti, sono stati immunizzati utilizzando un vaccino a mRna.

Lo stesso discorso, andando oltre, vale per i 60enni dove, anzi, la situazione è ancora più complicata.

In questo caso, infatti, i numeri aggiornati confermano gli allarmi lanciati da Massimiliano Fedriga e Riccardo Riccardi visto che le mancate adesioni si muovono nell’ordine del 40% dei quasi 158 mila aventi diritto al vaccino (AstraZeneca) residenti in regione.

E se è molto probabile che sia proprio la diffidenza nei confronti del prodotto dell’azienda anglo-svedese a recitare un ruolo di primo piano nella decisione di non richiedere l’inoculazione, la diretta conseguenza, sommata a una disponibilità di dosi non eccelsa, porta, almeno al momento, a una copertura non ottimale: a mercoledì, nel dettaglio, era stato raggiunto appena il 23,2% dei 60enni residenti in Friuli Venezia Giulia con la prima dose di AstraZeneca.

Il problema di fette di popolazione che continuano a non volersi vaccinare, ormai, è diventato quasi cronico in una regione dove, non per niente, si è deciso di aprire prima agli under 60 con determinate patologie e poi, a partire da lunedì, alla fascia d’età compresa tra 55 e 59 anni, cioè complessivamente a oltre 170 mila persone da cui la Regione si attende un numero considerevole di prenotazioni.

Per quanto riguarda la pandemia, infine, mercoledì in Friuli Venezia Giulia su 8 mila 324 tamponi molecolari sono stati rilevati 146 nuovi contagi con una percentuale di positività dell’1,75%.

Sono inoltre 2 mila 244 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 28 casi (1,25%). Complessivamente, in sintesi, parliamo di 174 contagi – compresa una persona rientrata dall’India – che a fronte di 10 mila 568 tamponi disegnano un tasso medio dell’1,64%. I decessi registrati, quindi, sono stati tre, i ricoveri nelle Terapie intensive restano 33, mentre quelli in altri reparti scendono a 193, in calo di 17 unità rispetto al totale di martedì.

I totalmente guariti sono 89 mila 669, i clinicamente 5 mila 503, mentre le persone in isolamento scendono fino a quota 6 mila 640. —


 

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