Cafc, aumentano utile e patrimonio Investiti 25 milioni in 287 progetti

Il consiglio di amministrazione ha approvato il bilancio 2020 Forte impegno per ridurre le perdite e per i temi ambientali

È di 2 milioni 620 mila euro l’utile 2020 di Cafc. Il bilancio è stato approvato venerdì dall’assemblea dei soci: 51.489.000 i ricavi netti, i costi della produzione aumentano di 1 milione 884 mila euro, fattore direttamente connesso all’aumento dell’attività di investimento intrapresa dalla società nel corso dell’anno; 21 milioni di euro il margine operativo lordo (marginalità dell’Ebitda pari al 41%) mentre il risultato operativo (Ebit) al netto degli ammortamenti, delle svalutazioni e degli accantonamenti a fondo rischi ed oneri si attesta a 4 milioni.

Il bilancio registra un’importante attività di investimenti in opere infrastrutturali del servizio idrico integrato, nonostante alcuni rallentamenti dovuti agli effetti della pandemia Covid 19, prontamente recuperati nella seconda metà dell’anno. In tutto 25 milioni e 188 mila euro (più 1 milione 986 mila euro rispetto al 2019), con 287 interventi complessivi di cui 126 nel settore acquedotto, 86 nel settore fognatura e 74 nel settore depurazione.


Dal punto di vista finanziario Cafc si conferma essere società estremamente solida, con un Patrimonio Netto 2020 pari a euro 87.358.000 (più 2 milioni 600 mila euro nel confronto con l’esercizio 2019) per effetto del risultato d’esercizio e un indice di patrimonializzazione del 40% con una costante «attenzione alla diminuzione dell’indebitamento, diminuzione della posizione finanziaria netta di ulteriori 2 milioni di euro, e un’oculata gestione operativa».

L’azionariato di Cafc, nel corso dell’esercizio 2020, ha visto l’ingresso del Comune di Sappada, portando a 122 il numero complessivo dei Comuni soci della società, mentre in avanzato stato di attuazione risulta essere l’operazione di integrazione societaria con Acquedotto Poiana.

Il capitolo-investimenti si traduce in un impegno di ben 57 euro per abitante, in linea con il dato medio delle Regioni del Nord Est d’Italia, con una graduale crescita maturata nel corso degli ultimi anni: 35 euro nell’esercizio 2017; 42 nel 2018, fino ai 52 euro del 2019 e, appunto, ai 57 euro nel 2020.

Gli investimenti realizzati sono stati indirizzati prevalentemente alla eliminazione delle maggiori criticità presenti nel territorio servito con particolare riferimento all’aumento della copertura fognaria e depurativa, alle emergenze ambientali nonché all’ottimizzazione dei consumi energetici; alla costruzione di nuove reti fognarie negli agglomerati soggetti a infrazioni comunitarie; all’estensione del servizio idrico integrato in zone non servite; alle manutenzioni straordinarie su impianti da ammodernare.

Nutrito anche il programma degli investimenti contenuto nel nuovo piano industriale Cafc 2020-2023, presentato ai soci in assemblea, che si prefigge di attuare 90 milioni di euro di investimenti nell’arco del prossimo quadriennio, con particolare focus alla riduzione delle perdite idriche, alla costante attenzione al presidio della qualità dell’acqua erogata, all’aumento della capacità di depurazione, affiancando alla realizzazione di interventi puntuali l’attuazione di “opere strategiche” di area vasta a cui sono indirizzati 36 milioni di euro.

Il piano contiene anche un forte accenno al tema del “Green Deal Europeo” basato sullo sviluppo di un nuovo modello di business in cui il tema della “sostenibilità ambientale” è centrale, con una decisa spinta alla decarbonizzazione dei processi industriali mediante la riduzione delle immissioni di gas serra, al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030.—

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