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Da mezzo secolo gestisce una boutique e a 80 anni non intende lasciare il negozio: «Entrarci mi dà gioia»

L’ottantenne Gabriella Biasutti all’interno del proprio negozio di abbigliamento in corso Garibaldi

PORDENONE. «Quando entro nel mio negozio per me è una gioia, proprio mi diverto, quella della moda è una passione che ho sin da piccola e che con gli anni non è sbiadita».

Si può racchiudere in queste parole la motivazione che spinge tutt’oggi Gabriella Biasutti, 80 anni, a proseguire con entusiasmo l’attività di commerciante di abbigliamento, che dura da mezzo secolo con la Boutique Gaby, da sempre di casa in corso Garibaldi.

Originaria di Paludea di Castelnovo, da adolescente s’è spostata con la famiglia a Bannia di Fiume Veneto, dove il padre, insegnante, era stato trasferito.

In casa s’è sempre respirata l’atmosfera della moda con la madre sarta, che in qualche modo l’ha ispirata, ma è stato l’incontro con un cugino francese che le ha dato la svolta: lui era amico e cliente del fondatore di Cacharel, casa di moda che tra il finire degli anni Sessanta e i primi Settanta stava riscuotendo grande successo.

Da qui la spinta per aprire il negozio in centro a Pordenone con i capi di abbigliamento Cacharel.

«Il primo negozio era ampio appena 19 metri quadri e si trovava a fianco del palazzo della Provincia – ricorda Gabriella –. Non è stata una scelta: nel 1971 il centro della città era vivace e non si trovavano locali disponibili. Ho quindi scelto l’unico sul mercato».

Nel 1984 il trasloco nel negozio che è tuttora la sede di Gaby, in fondo a corso Garibaldi di fronte all’intersezione con via De Paoli.

«È un negozio più ampio, con grandi vetrine, e qui mi trovo proprio bene, anche e soprattutto per l’ottimo lavoro che il Comune ha fatto in questa zona della città: la sistemazione di via De Paoli ha reso più appetibile quest’ambito, con negozi di alta qualità», afferma Gabriella.

La sua storia di commerciante, partita con la moda francese, ma che poi è passata all’indubbia qualità del made in Italy, è una storia di fedeltà che s’è trasformata, la maggior parte delle volte, in amicizia: gli esempi sono dati dalla clientela, che dei consigli di Gabriella si fida ciecamente, e della collaboratrice, Loredana Grizzo, da 37 anni al suo fianco.

In 50 anni molte cose sono accadute, da un periodo di grande ricchezza e floridità, con il boom dell’industria e dell’artigianato, nonché lo sviluppo del settore del mobile, alla crisi del 2008, sino all’attuale situazione pandemica.

«Quest’anno è stato il peggiore dei miei 50 anni di attività», confessa senza mezzi termini. La preoccupazione per la situazione sanitaria e l’incertezza del futuro sono due degli elementi che hanno fatto crollare gli acquisti.

«Ma io resisto e di vendere non ho nessuna intenzione – sottolinea con fermezza Gabriella –. Questo è il mio mondo.

A casa ci sto bene un paio di giorni, poi mi annoio, devo uscire, incontrare gente, fare il lavoro che mi appassiona così tanto».

E sul futuro della città l’auspicio è che Pordenone e i pordenonesi sappiano dare un colpo di reni a una situazione fiacca che necessita di un importante rilancio. —

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