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Anticipare o ritardare la seconda dose del vaccino? Il richiamo “ostacola” le ferie: c’è chi chiede di cambiare la data

TRIESTE. Anticipare la seconda dose del vaccino, o in alcuni casi posticiparla, per poter andare in ferie: si contano già a decine, in particolare a Trieste e più in generale nel territorio dell’Azienda sanitaria giuliano isontina, le richieste di modificare la data dell’appuntamento già fissata per la dose di richiamo.

Un problema che rischia inevitabilmente di esplodere nelle prossime settimane quando si avvicineranno gli appuntamenti per il richiamo di AstraZeneca per coloro che hanno ricevuto la prima dose tra marzo e aprile: la seconda dose nel caso del vaccino anglo-svedese deve infatti essere inoculata a 12 settimane dalla prima.

In tanti si stanno rendendo conto solo ora del fatto che l’appuntamento per il richiamo potrebbe “interferire” con i propri progetti vacanzieri.

Chi fa la prima dose di AstraZeneca in questi giorni si ritroverà l’appuntamento per il richiamo in pieno agosto.

Ma il problema non va sottovalutato perché chi chiede di anticipare la dose, o di posticiparla, non avrà la stessa copertura garantita dal vaccino quando si rispetta la tempistica indicata nel “libretto di istruzioni”.

Dunque non è solo un disagio per gli operatori sanitari che devono ritoccare le agende di prenotazione: a rimetterci è anzitutto chi chiede di alterare il periodo tra una dose e l’altra.

Lo stesso grattacapo rischia di profilarsi per chi prenota adesso la prima dose di Pfizer e Moderna, dopo che la scorsa settimana una circolare del ministero della Salute, sulla base del parere del Cts, ha raccomandato di estendere a 42 giorni l’intervallo tra le due somministrazioni dei vaccini a Rna messaggero: finora la tempistica era di 21 giorni dalla prima dose per Pfizer e di 28 per Moderna.

«Chiedere di anticipare il richiamo rappresenta un vero e proprio autogol – sintetizza efficacemente Eleonora Croci, referente e coordinatrice per la campagna vaccinale dell’Asugi –. Bisogna pensarci bene, perché significa avere una protezione che non è la più alta possibile.

Noi raccomandiamo sempre di anticipare o posticipare l’appuntamento solo per motivi validi: se si è realmente impossibilitati a presentarsi nei tempi prestabiliti, ad esempio, per impegni di lavoro o perché si deve partire per l’estero.

Penso, in quest’ultimo caso, in particolare a militari e forze dell’ordine. Mi rendo conto che chi si vaccina in questi giorni con AstraZeneca avrà l’appuntamento per il richiamo in agosto, in una data che potrebbe essere scomoda per le vacanze.

Tuttavia bisogna essere consapevoli del fatto che la copertura ottimale si ottiene rispettando i tempi prestabiliti perché lasciar passare più tempo tra la prima e la seconda dose rende l’efficacia della vaccinazione maggiore».

«Per AstraZeneca – spiega Croci – l’efficacia è massima somministrando la seconda alla 12esima settimana e infatti noi, come Asugi, abbiamo sempre fissato gli appuntamenti per il richiamo a 12 settimane dalla prima dose.

Capisco che le ferie possano diventare un problema, ma credo che la priorità sia la salute di chi si vaccina.

Quando riceviamo richieste di anticipare la seconda dose di solito accettiamo, ma prima spieghiamo ogni volta che ridurre l’intervallo di una, due o addirittura tre settimane fa diminuire l’efficacia della copertura vaccinale».

«I casi in cui si chiede il posticipo sono meno frequenti – aggiunge la referente dell’Asugi –. È capitato per persone che si trovavano all’estero e dovevano ritardare il rientro oppure erano ricoverate o avevano altri problemi di natura sanitaria tali da rendere necessario posporre la dose.

Ma così come per l’anticipo anche il richiamo ritardato dev’essere un’eccezione e occorre discostarsi il meno possibile dalla tempistica ottimale».

«Più gente sarà vaccinata e meglio sarà per tutti – conclude Croci – perché potremo raggiungere l’immunità di gregge.

I vaccini sono sicuri ed è importante somministrarli nei prossimi mesi, estate compresa, perché altrimenti il virus potrebbe tornare a diffondersi in autunno».

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