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Il calendario delle riaperture, ora si accelera in tutta Italia: ecco le ipotesi per coprifuoco alle 24, bar e quarantene

La data chiave è quella del 14 maggio: potrebbe cadere l’obbligo di isolamento per chi rientra dall’estero. E dal 17 maggio il coprifuoco potrebbe slittare di due ore, da mezzanotte alle cinque. Dal 22 maggio si ipotizza di riaprire anche i centri commerciali nel weekend

«Dobbiamo usare la testa». Il premier Mario Draghi è stato chiaro sulle riaperture delle attività economiche. Le Regioni (e le categorie) spingono per allentare le restrizioni il prima possibile, le vaccinazioni stanno mantenendo un buon ritmo e la pandemia sembra regredire. Ma sarà comunque la prudenza a dettare il programma delle aperture che verranno, perchè il governo, e con esso tutto il Paese, non possono permettersi una ricaduta, proprio alle porte dell’estate.

Facile immaginare che il punto più delicato, in discussione la prossima settimana, sarà l’orario del coprifuoco, attualmente fissato alle 22. Probabile un “allungamento” di un’ora a partire da metà mese, difficile giungere subito alla completa abolizione della misura, in vigore ormai da oltre 6 mesi per contenere l’epidemia da Covid. Tutta una serie di attività, comunque, riapriranno i battenti entro un mese, un mese e mezzo. A partire dalle feste di matrimonio, che avranno un rigido protocollo.

Il coprifuoco da ammorbidire

La prima novità, e forse la più importante, potrebbe essere proprio sul coprifuoco: difficile che il governo decida di eliminarlo totalmente e, dunque, si va verso il posticipo alle 23 o a mezzanotte, rinviando all’inizio di giugno ulteriori scelte. L’allentamento del coprifuoco potrebbe essere legato anche all’andamento regionale delle vaccinazioni e, in genere, all’incidenza del Covid. Come detto quasi impossibile che il coprifuoco possa essere rimosso immediatamente, dal 17 maggio. Anche la Spagna, uno dei Paesi più “liberisti” in questo senso, ha ancora il coprifuoco, fino alle 23.

Le ricadute per i locali

Se davvero il coprifuoco fosse posticipato alle 23 o a mezzanotte, ci potrebbero essere delle ricadute positive tangibili sull’orario di chiusura di ristoranti e bar con tavoli all’aperto. In particolare, queste attività potrebbero chiudere alle 22.30 nel caso in cui il coprifuoco dovesse slittare alle 23, alle 23.30 se il termine ultimo alla fine fosse fissato alla mezzanotte. Non è un dettaglio da poco, i clienti avrebbero un po’ più di tempo per consumare la cena, senza guardare l’orologio e rischiare una multa se dovessero incappare in qualche controllo in orario vietato. Tra le soluzioni che la cabina di regia potrebbe approvare c’è pure quella di consentire ai ristoranti, sempre in zona gialla, di predisporre tavoli anche al chiuso, in anticipo rispetto alla scadenza attualmente prevista dall’ultimo provvedimento, il primo giugno.

Il caffè al banco

Dopo le proteste degli esercenti, possibili novità pure per il caffè al banco. La possibilità di sorseggiare la classica tazzina di espresso o macchiato in piedi davanti al bancone, è un “rito” che riguarda milioni di italiani. Allo stato attuale è previsto solo il servizio al tavolo all’esterno. Non si può sostare all’interno del bar per consumare in maniera rapida. Ristoratori e baristi hanno criticato questa soluzione, non è escluso che il Governo decida di rivederla, sempre a partire dalla metà di questo mese.

Tornano i week end nei mega centri

Dal 15 maggio via libera per i centri commerciali aperti nei week end. Una notizia che interessa da vicino il Friuli Venezia Giulia, la regione con la maggiore concentrazione di mega centri di tutto il Paese. I fine settimana off limits vanno avanti ormai dalla fine di ottobre del 2020 e hanno causato rilevanti perdite di fatturato per queste aziende. Proprio martedì al Città Fiera dell’imprenditore Antonio Maria Bardelli, protesta simbolica, con le serrande abbassate per 10 minuti, per sollecitare la riapertura il sabato e la domenica.

Piscine e palestre

Conto alla rovescia per la ripartenza dell’attività fisica nei centri specializzati, la cui rinuncia è stata particolarmente difficile durante i mesi delle restrizioni più dure. Via libera alle piscine all’aperto a decorrere dal 15 maggio, sempre in conformità ai protocolli e alle linee guida adottati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla base dei criteri definiti dal Comitato tecnico scientifico. Dal 1° giugno in zona gialla sono consentite le attività delle palestre al chiuso. Ma non è escluso che, anche per le palestre, possa essere deciso un anticipo, se i dati dell’epidemia lo consentiranno.

La stagione del mare

Ogni regione potrà decidere secondo le proprie esigenze. In Friuli Venezia Giulia le due principali località del turismo balneare, Lignano e Grado, inaugureranno ufficialmente la stagione il 15 maggio, in coincidenza con l’Ascensione, una delle festività più importanti per austriaci e tedeschi, che sono i principali clienti esteri delle nostre spiagge. Ma probabilmente l’apertura delle attività al completo, hotel in primis, avverrà dal primo giugno.

Fiere e congressi

Dal 15 giugno via libera per le fiere ed esposizioni, dal primo luglio per convegni, congressi e parchi tematici. Si tratta dell’ultima tranche di aperture, sempre con protocolli specifici. Tra le regole, la prenotazione obbligatoria degli eventi, la definizione del numero massimo di partecipanti, la riorganizzazione degli spazi per garantire un accesso ordinato senza assembramenti, l’obbligo di mascherina per il personale addetto all’assistenza per tutta la durata della manifestazione.

Le feste di matrimonio

Oltre alle cerimonie, religiose o civili, che sono già permesse, dal 15 giugno sarà possibile fare le feste di matrimonio. Il settore wedding, del resto, è tra quelli fermi da più tempo, con gravi danni per l’occupazione e i ricavi delle imprese. Il protocollo per i banchetti, dalle indicrezioni che trapelano, sarà piuttosto severo. E quindi niente self service al buffet, distanza raddoppiata tra i tavoli (2,50 metri e obbligo di mascherina, compresi gli sposi, negli ambienti interni e anche all’esterno se non si può rispettare la distanza di un metro), e introduzione del Covid manager. Successivamente alla cerimonia occorrerà mantenere l’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni nel caso si dovessero verificare delle positività, in modo da favorire il tracciamento. 

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