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Malore fatale, muore a 59 anni Paolo Zampa: addio all’artigiano con la passione per il basso

La chiamata disperata al 118, il tentativo di rianimazione, quindi l’arrivo dei sanitari. «Che in ambulanza sono riusciti a rianimarlo, purtroppo dopo diversi minuti – ricorda ancora la sorella –. Paolo è stato ricoverato in terapia intensiva a Udine, dove hanno fatto tutto il possibile»

TRICESIMO. Stava lavorando quando all’improvviso è stato colpito da un infarto, senza nessuna avvisaglia, salvo un destino simile toccato in sorte al padre Dante, che nel 1987 se n’era andato alla sua stessa età, appena 59 anni, sempre a causa di un infarto. Ereditarietà? Forse. Oggi poco cambia, perché Paolo Zampa, 59enne di Tricesimo, sabato si è spento all’ospedale di Udine dopo aver combattuto 12 giorni in terapia intensiva.
 

Lascia i tre fratelli Emanuela, Cristian e Monica e le loro famiglie cui era legatissimo. I funerali saranno celebrati oggi nel duomo di Tricesimo alle 17.


Zampa era titolare della Zeta salotti, azienda artigiana aperta in paese dal papà Dante che lui, inizialmente insieme al fratello Cristian, aveva rilevato e portato avanti. Fabbricava divani ex novo ma li riparava anche, trasformando vecchi sofà apparentemente da buttare in prodotti nuovi di zecca.


Basta scorrere le immagini dei lavori più recenti sul profilo Fb dell’azienda per scoprire l’abilità delle sue mani di artigiano. E non solo. Abilissimo Paolo lo era anche quando imbracciava il suo basso. Dopo il lavoro infatti coltivava la passione per la musica che l’aveva portato a suonare, sia nella banda del paese che in diverse band della zona.


Nulla, fino allo scorso 26 aprile, aveva fatto presagire un epilogo così tragico. «Paolo non aveva avuto alcun problema di cuore in passato. Quel giorno stava lavorando in azienda. Era salito in attimo in casa e la signora che gli dava una mano, non vedendolo tornare, aveva fatto altrettanto trovandolo disteso in cucina».


La chiamata disperata al 118, il tentativo di rianimazione, quindi l’arrivo dei sanitari. «Che in ambulanza sono riusciti a rianimarlo, purtroppo dopo diversi minuti – ricorda ancora la sorella –. Paolo è stato ricoverato in terapia intensiva a Udine, dove hanno fatto tutto il possibile, anzi, colgo l’occasione per ringraziare il meraviglioso personale che gli è stato accanto».
 

L’8 maggio l’artigiano si è arreso. Il suo cuore ha smesso di battere lasciando ammutolita la comunità e piegata nel dolore la sua grande e affiatata famiglia. «Era un uomo solare, buono e generoso. Eravamo tanto uniti, anche perché abbiamo perso entrambi i genitori giovani, avevano appena 60 anni, e lui, per noi, è stato un punto di riferimento», aggiunge Emanuela che ricorda l’affetto smisurato del fratello per i nipoti.

«Paolo era una persona conosciuta per il lavoro, la passione per le moto e per la musica – aggiunge il sindaco di Tricesimo, Giorgio Baiutti, esprimendo il proprio cordoglio alla famiglia –, coltivata nella banda cittadina prima e poi, più tardi, in un complesso costituito assieme ad alcuni coetanei. Aveva un carattere mite, mai sopra le righe, solare ma riservato e aveva molte amicizie, anche fuori Tricesimo». 

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