Pentecoste, vertice sulla sicurezza: “Se il Governo toglie le restrizioni anti-Covid arriveranno tanti austriaci”

LIGNANO. Il possibile arrivo di turisti stranieri per la Pentecoste, nel caso in cui il Governo dovesse decidere di “allargare le maglie”. Le misure di sicurezza e sanitarie che potranno essere adottate in vista del pieno avvio della stagione.

E il rischio che piccole imprese e attività commerciali, duramente provate dalle difficoltà legate alla pandemia di Covid, cadano nella mani della criminalità organizzata. Questi i tre argomenti che sono stati al centro della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto in Comune a Lignano ed è stato presieduto dal prefetto Massimo Marchesiello.

Erano presenti il sindaco Luca Fanotto, le forze dell’ordine, il personale delle Capitanerie di Porto e i rappresentanti delle categorie (i consorzi degli albergatori e dei titolari di stabilimenti balneari insieme ai responsabili di Confcommercio).

«Non si sa cosa deciderà il Governo – chiarisce il sindaco –, ma abbiamo scandagliato tutte le possibili situazioni per non trovarci di fronte a sorprese. Ora chi viene dall’Austria deve fare il tampone, 5 giorni di isolamento e la segnalazione all’Azienda sanitaria e idem al ritorno. Infatti finora non ci sono state prenotazioni. Ma se tra qualche giorno la situazione dovesse cambiare, potrebbero arrivare in molti. Vedremo».

Il Comune – ha precisato la Prefettura in una nota – adotterà un’ordinanza contenente misure volte a contenere l’abuso di alcolici durante i giorni della Pentecoste». Per quanto riguarda le misure di sicurezza e sanitarie da adottare durante la stagione estiva, il prefetto Marchesiello ha esortato i rappresentanti delle associazioni di categoria «ad avvalersi anche di soggetti privati o di volontari che possano coadiuvare le forze di polizia nell’attività di sorveglianza».

Si è poi fatto un focus sulla situazione economica in cui si trovano, dopo l’anno trascorso, le piccole imprese e le attività commerciali, in quanto, «molti piccoli imprenditori corrono il rischio di cadere nella rete della criminalità organizzata, che potrebbe infiltrarsi nel tessuto economico del territorio per mezzo di acquisizioni di quote societarie, di attività commerciali e di usura. Il fenomeno è assiduamente monitorato attraverso un costante osservatorio da parte degli organi preposti» anche se al momento, ha precisato il prefetto, «non c’è nulla di concreto».

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