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Poco personale e turni massacranti in ospedale, scatta la protesta dei sindacati: “Il direttore dell’AsFo si dimetta”

PORDENONE. Sono partiti da Pordenone agguerriti, con in tasca il peso di 1.500 firme e di anno di gestione «assente» della situazione pandemica. E di fronte al presidente della Regione Massimiliano Fedriga hanno elencato, punto per punto, le problematiche che avevano messo nero su bianco in una lettera e che portano, secondo i sindacati del comparto sanitario, a un’unica soluzione: le dimissioni del direttore generale dell’Azienda sanitaria Friuli occidentale, Joseph Polimeni.

Una richiesta non certo usuale. L’incontro ha portato a un dibattito che Cgil, Uil, Nursind e le rsu AsFo hanno definito «costruttivo». I sindacati hanno ricevuto da Fedriga la garanzia a farsi parte attiva nella risoluzione delle problematiche sollevate. Che non sono poche: il problema principale è quello dell’organico, una «carenza cronica di personale» che ha portato a «sovraccarico di lavoro e innalzamento del livello dello stress».

Ed ancora, sempre in tema di personale, la mancanza di strategie per acquisire e stabilizzare i lavoratori: tradotto in numeri, 200 mila ore di straordinario per chi è rimasto in AsFo. Senza contare, elencano i sindacati, le difficoltà degli operatori contagiati dal Covid nel vedersi riconosciuto l’infortunio sul lavoro e le criticità del piano vaccinale, con «i vaccinatori che non vengono pagati da mesi».

Temi che sono stati portati all’attenzione di Fedriga. Il presidente della Regione, dal canto suo, ha auspicato una «ripresa del dialogo» con organizzazioni sindacali e rsu, che si dicono «soddisfatti di essere stati ricevuti. Confidiamo che vi sia la possibilità concreta di affrontare le problematiche».

Oltre a Fedriga, i sindacati pordenonesi hanno trovato anche altri interlocutori istituzionale. Il consigliere regionale del Partito Democratico Nicola Conficoni, che fa parte della terza commissione Salute, vuole accendere i riflettori sui temi sollevati dai sindacati, portandoli in commissione. «Lo scorso 31 dicembre – ricorda Conficoni – l’AsFo aveva in dotazione 211 dipendenti e somministrati in meno rispetto a quelli programmati a inizio 2020, 187 in meno rispetto a quelli rideterminati in corso d’anno e 131 in meno di quelli a libro paga alla fine del 2018.

La carenza di personale non solo non è stata risolta, ma è addirittura peggiorata, svelando il bluff della giunta Fedriga e del centrodestra. Pure i rinforzi straordinari arrivati lo scorso anno per affrontare l’emergenza Covid lasciano a desiderare: a fronte dei 58 infermieri e 56 oss tardivamente previsti a novembre, solo sei persone sono entrate in servizio entro dicembre. Nel Pal, inoltre, si afferma che le assunzioni mancanti si sarebbero concretizzate quest’anno ma, stando ai dati ottenuti con un accesso agli atti, al 31 marzo c’è stato un aumento di sole 16 unità».

Una situazione che Conficoni giudica «inadeguata ad affrontare la pandemia» e che si somma alla situazione di sofferenza in cui versano «alcuni reparti dell’ospedale di Pordenone, tra cui dermatologia, endocrinologia e oculistica, dove i medici in organico si sono dimezzati negli ultimi mesi. Una situazione inaccettabile che va affrontata tempestivamente».

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