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Scuola, studenti promossi o bocciati: cosa dice la circolare del ministro e perché suggerisce cautela agli scrutini

Ai consigli di classe suggerisce di tener conto delle difficoltà provocate allo studio dalla pandemia

UDINE. Si avvicina il tempo degli scrutini di fine anno scolastico e ora, dopo la valutazione eccezionale del 2019/20, si torna al passato. Nelle scuole di ogni ordine e grado non ci sarà alcuna promozione d’ufficio, non verrà applicato alcun automatismo, la promozione alla classe successiva dovrà essere meritata.

I Consigli di classe dovranno valutare allo stesso modo le lezioni a distanza e in presenza, ma potranno tener conto delle specifiche situazioni di disagio vissute da alunni e studenti a seguito della pandemia. La raccomandazione scritta nero su bianco nella circolare ministeriale indirizzata, nei giorni scorsi, ai dirigenti scolastici sa tanto di una mezza marcia indietro rispetto alle indicazioni fornite poco più di un mese fa dal ministro, Patrizio Bianchi, e messe in discussione dai presidi. Allora si parlava solo di promossi o bocciati.

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Le avvertenze
«Dal punto di vista normativo, la circolare richiama la normativa pre Covid, ripristina il vecchio quadro di valutazione. Nell’ambito delle norme che vengono richiamate però c’è un’esortazione, un invito a tutti i Consigli di classe a tener conto delle difficoltà di questo anno scolastico, che hanno provocato una possibile ricaduta su quanto gli studenti hanno potuto imparare». La presidente regionale dell’Associazione nazionale presidi (Anp), Teresa Tassan Viol, valuta positivamente il chiarimento giunto dal ministero: «L’Anp – aggiunge – fa proprio l’invito a tenere conto delle difficoltà provocate dalla pandemia.

La questione era emersa nei mesi scorsi e i dirigenti avevano fatto presente al ministro il rischio ricorsi a cui andava incontro nel caso in cui fosse venuta meno la valutazione delle difficoltà affrontate dai ragazzi seguendo le lezioni a distanza. «Gli studenti si erano iscritti a un altro tipo di scuola» aveva detto Stefano Stefanel, il dirigente del liceo scientifico Marinelli di Udine, convinto che con la didattica a distanza non si possono applicare gli stessi meccanismi valutativi previsti per le lezioni in presenza.

PER APPROFONDIRE

La circolare
La circolare parla chiaro: «La valutazione degli apprendimenti e delle attività svolte in modalità a distanza produce gli stessi effetti della didattica svolta in presenza», ma questo non significa che uno studente costretto a subire la lentezza dei collegamenti informatici, magari per mancanza della fibra, o le ricadute psicologiche a seguito di quarantene e isolamenti vissuti in famiglia, debba essere valutato allo stesso modo di un coetaneo che ha frequentato o seguito le lezioni online senza difficoltà. «La circolare invita i Consigli di classe a distinguere le difficoltà che alcuni studenti possono presentare» continua Tassan Viol, restando dell’idea «che in questo anno gli studenti hanno fatto i loro percorsi didattici. Le difficoltà – ripete – vanno considerate nella loro oggettiva causa, distinguendo quelle determinate da cause oggettive».

La presidente regionale dell’Anp ribadisce, inoltre, che oltre alla mancanza dei mezzi, la circolare ministeriale invita a valutare le situazioni anche dal punto di vista emotivo, soffermandosi sui disagi che i ragazzi hanno vissuto in questo periodo». Non sarà un compito facile per i Consigli di classe anche perché, da sempre, sottolinea Tassan Viol, «il tema della valutazione è molto complesso». I dirigenti scolastici auspicano che le risorse messe a disposizione dal Piano estate, quello che prevede l’apertura estiva degli istituti, vengano utilizzate per fronteggiare le situazioni più fragili sia dal punto di vista dei ragazzi che dei territori.

La valutazione
Come avveniva in passato, quindi, gli alunni delle scuole primarie saranno ammessi alla classe successiva anche in presenza di risultati parzialmente raggiunti o in via d’acquisizione. Detta in altri termini la bocciatura è consentita solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione. La decisione deve essere assunta, all’unanimità, in sede di scrutinio. Anche nelle scuole medie la non ammissione alla classe successiva deve essere motivata, mentre nelle scuole superiori si procederà come si faceva prima della pandemia, tenendo conto però delle specifiche situazioni conseguenti all’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus.

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