Il sindaco di San Giorgio verso le dimissioni: ecco chi sono i nuovi candidati, ma spunta anche l’ipotesi del commissario

Pietro Del Frate e Paride Cargnelutti

SAN GIORGIO DI NOGARO. A San Giorgio di Nogaro la politica sta mettendo i ferri in acqua per essere pronta al dopo Mattiussi, sindaco sempre più vicino alle dimissioni.

Messaggi sul cellulare stanno già arrivando ai sangiorgini da parte di alcuni personaggi della politica locale per spiegare l’attività svolta nei tre anni di governo di Roberto Mattiussi e per mettere in evidenza le mancanze delle controparti politiche.

Già circolano i nomi dei probabili candidati alla poltrona di sindaco: Pietro Del Frate, alla guida di una coalizione di centrosinistra, che ritenterebbe la scalata al Comune dopo i tre mandati fatti dal 2003 al 2018; e Paride Cargnelutti alla guida di una parte del centrodestra, con alle spalle l’esperienza di due mandati passati in Provincia e due in Regione (di cui l’ultimo come vicepresidente del consiglio regionale con Debora Serracchiani), che ha ricoperto la carica di sindaco di San Giorgio dal 1990 al 1992.

Ma c’è già chi pensa a una lista civica composta da esponenti della società civile, con uno storiografo locale alla guida. Difficile dire in questo momento, se Roberto Mattiussi intenda ripresentarsi come candidato sindaco.

Quello che attende ora San Giorgio, se si concretizzeranno le dimissioni del sindaco, è il voto a ottobre 2021.

A guidare la cittadina fino alla tornata elettorale sarà il vicesindaco Massimo Vocchini, che avrà il supporto dell’attuale giunta e della maggioranza ormai composta solo dalla lista “Mattiussi sindaco”.

Ci sono però anche le due opzioni per il commissariamento del Comune di San Giorgio di Nogaro: la prima, quella nel caso in cui Vocchini decidesse di dimettersi, lasciando di fatto un vuoto amministrativo che deve essere occupato da un commissario; e la seconda, quella legata alle dimissioni di nove consiglieri (ipoteticamente i sei dell’opposizione e i tre dell’ex maggioranza di “Cambiamento responsabile”): in questo caso, non essendoci più il numero legale che compone la maggioranza per guidare il Comune, sarebbe immediatamente nominato un commissario.

Nel contempo, questa settimana, mercoledì 12 maggio, l’amministrazione uscente dovrà vedersela con la sentenza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) sulla variante 48, legata alla bocciatura da parte del consiglio comunale, con i voti dei tre consiglieri di Cambiamento e i sei delle minoranza, dello strumento urbanistico che trasforma un’area artigianale in commerciale per insediare un supermercato, che ha dato la stura alla crisi di maggioranza. —




 

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