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Giro d’Italia sullo Zoncolan, piano per portare 3 mila tifosi

L’obiettivo è scongiurare la chiusura totale al pubblico negli ultimi km di salita. Prenotazioni per salire e distanziamento anti Covid, ma c’è ancora l’ostacolo neve



Obiettivo tremila. Una settimana per raggiungerlo e riuscire così ad assicurare alla tappa più attesa del Giro d’Italia, che sabato è partito da Torino – va detto, con tanta gente sulle strade – una degna cornice di pubblico. Sì, perché è chiaro dalle prime giornate al seguito della corsa rosa, che quello del 22 maggio sarà uno snodo cruciale di questa avventura ciclistica.


La Marostica-Zoncolan, con arrivo in quota dal versante di Sutrio, sarà la prima grande montagna della corsa. Si arriverà tra due muraglioni di neve, faticosamente spostata dalla strada nelle scorse settimane, e gli organizzatori vogliono provare a portare quanto più pubblico possibile a bordo strada nei tre durissimi km finali.

Nei giorni scorsi il patron delle tappe friulane Enzo Cainero ha intensificato gli incontri ai massimi livelli con Prefettura e Questura. Detto di come il permanere della regione in zona gialla sarà la base su cui organizzare il piano-tifosi, negli ultimi giorni le possibilità che ci sia un semaforo verde sono aumentate.

Perché esiste un precedente, pesante: lo scorso ottobre, con anche il Friuli già alle prese con la recrudescenza della pandemia e di fatto l’inizio della seconda ondata, sul Monte di Ragogna, fulcro della frazione Udine-San Daniele, era stato consentito l’accesso controllato, distanziato, insomma con la massima sicurezza, di oltre duemila persone. Zone ben delimitate e sorvegliate dai volontari della Protezione civile, spettatori accolti solo con prenotazione e previa misurazione della temperatura corporea.

Ecco, sul Kaiser si punta a fare lo stesso e a far così salire dal Piazzale Moro negli ultimi tre chilometri fino a tremila persone sorvegliate dagli uomini della Protezione Civile, tutti vaccinati. «Vogliamo provare a dare una cornice di pubblico adeguata a un grande evento, cartolina imperdibile per il nostro territori», spiega l’assessore al turismo del Comune di Sutrio, Daniele Straulino.

È un poliziotto e nei giorni scorsi ha effettuato con i colleghi della Questura un sopralluogo in quota. Venerdì a Udine in Questura, poi, ci si siederà a un tavolo e si prenderà una decisione definitiva, anche perché devano essere organizzate rapidamente tutte le operazioni di prenotazione e reclutamento dei volontari.

Ma comincia a filtrare un certo ottimismo. Perché i numeri della pandemia, per fortuna, sono migliorati rispetto a qualche settimane fa e soprattutto la task-force messa in piedi dall’organizzazione nelle tappe friulane d’ottobre, quando la situazione sanitaria era ben peggiore, aveva dimostrato di reggere bene.

Ma dove si posizioneranno gli spettatori? Auto parcheggiata al Piazzale Moro, quello delle seggiovie in quota, dove peraltro la gran parte degli spazi sarà occupata dai mezzi della poderosa macchina organizzativa, e via in cammino a sistemarsi negli spazi liberati dalla neve. Il via all’apertura, con numeri contingentati e con la massima sicurezza, delle funivie da Ravascletto e dal Piazzale Moro aiuterebbe molto. Sullo Zoncolan, con la neve, al tempo del Covid, a vedere il Giro. Sì, dai che forse si potrà fare. 


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