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Addio a don De Caneva, il prete degli ultimi

Aveva 91 anni, fu parroco a San Leonardo, Noiaris, Tualis, Alesso, Tricesimo. Officiava spesso le messe nelle case di riposo

OVARO. La Carnia e il Friuli piangono Don Santo De Caneva, prete operoso e a servizio degli ultimi che ha servito con dedizione molte comunità. Si è spento a 91 anni all’ospedale di Tolmezzo per gli acciacchi dell’età. Ai funerali venerdì 14 maggio alle 15.30 nella chiesa di Ovaro parteciperà anche l’arcivescovo di Udine. Don Santo lascia la sorella Natalina, gli amati nipoti e tanti fedeli. Nel 2015 era stato festeggiato dalle sue comunità per i 60 anni di sacerdozio. Aveva saputo farsi amare da tutti per la sua presenza discreta, la sensibilità, il suo incessante peregrinare tra le comunità, nelle famiglie e nelle visite agli ammalati. Nato e cresciuto a Liariis di Ovaro, fu ordinato sacerdote in duomo a Udine nel 1955. Celebrò la sua prima Messa a Liariis nella chiesa dove già a 4 anni era chierichetto. Iniziò così la sua lunga e instancabile opera pastorale che lo portò a Saletto di Chiusaforte (dove istituì una scuola di canto e musica per bambini), a San Leonardo di Cividale, a Noiaris di Sutrio e a Tualis di Comeglians. Fu parroco a Rivo di Paluzza, ad Alesso di Trasaghis (dove fondò anche la prima scuola di cucito per giovani donne), a Villanova delle Grotte, a Valbruna-Malborghetto, a Blessano di Basiliano, a Raspano di Cassacco, a Ciseriis di Tarcento, a Tricesimo. «Era un prete operaio – ricorda il nipote Alberto Soravito – si dava molto da fare e la Curia, conoscendolo, gli affidò parrocchie con canoniche o chiese dove c’era da lavorare, perché sapevano che lui ci avrebbe messo mano».

Da anziano la domenica don Santo si recava a Tricesimo a Villa Masieri, che accoglie le persone colpite da cecità, a celebrare l’eucarestia e per oltre due lustri fu aiuto prezioso ai sacerdoti della Forania di S.Pietro specie a Ligosullo, Treppo Carnico, Sutrio e Cercivento e alla Casa di riposo di Paluzza. «Andava a officiare messe infrasettimanali che i parroci non riuscivano a fare nei paesi e le messe nelle case di riposo – spiega il nipote –, dove poi le ha celebrate pure da ospite, prima a Paluzza e poi a Tolmezzo, fino a un anno e mezzo fa».


Il sindaco di Ovaro, Lino Not, rammenta il forte legame di don Santo a Ovaro e a Liariis, alla cui chiesa rivolse una donazione: «Si interessava –afferma Not – anche ai dibattiti su come costruire il futuro della Carnia. È una grande perdita per il nostro territorio». Don Santo amava molto la musica. Appassionato strumentista e riparatore di organi, ne riparò in tutto il Friuli e in tutta la Carnia. 
 

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