Quel filo diretto tra il Friuli e la California Una mostra virtuale racconta “impactmania”

Appuntamento online il 18 maggio con il progetto realizzato in collaborazione con l'Università di Santa Barbara 





Giunti quasi al termine dell’anno scolastico e della pubblicazione del nostro inserto settimanale, si conclude per noi di Messaggero Veneto Scuola una delle più straordinarie esperienze vissute in tempo di pandemia: il progetto impactmania in collaborazione con l’Università di Santa Barbara Ucsb (California).

Spieghiamo in questo modo di cosa si è trattato. Fondato da Paksy Plackis-Cheng, i cui programmi di impatto sociale, culturale ed economico sono stati citati persino alle Nazioni Unite, impactmania ci ha dato la possibilità di indagare in profondità sui rapporti tra la “mente umana e le migrazioni”.

Abbiamo posto l’accento su quattro temi stimolanti, influenti o influenzati oggigiorno dai flussi migratori: la seconda generazione di migranti, la musica, i nomi e i social media. Come? Raggiungendo una varietà inaspettata di donne e uomini che nel corso della loro vita hanno vissuto o vivono tutt’ora la “migrazione” per lavoro, studio o semplice scelta di vita. Senza dubbio una notevole occasione “una risorsa preziosa non solo per i giovani ma anche per la loro comunità” come pensa Francesca Milocco che dai Paesi Bassi, luogo in cui sta finalizzando il suo dottorato di ricerca in Chimica, ha coordinato il nostro operato e ha reso possibile molte interviste inaspettate.

Ha toccato l’Italia però anche l’estero: la nostra indagine non ha avuto grandi limiti spaziali e la curiosità che ci ha ispirati è stata del tutto ripagata, incontro dopo incontro.

Infatti abbiamo sviluppato una rilevante consapevolezza del mondo, che ora più che mai è apprezzata per comprendere i problemi e le dinamiche contemporanee.

Ed è stato proprio questo ad entusiasmare la nostra redazione di adolescenti friulani, costretti in casa a causa della pandemia, ma proiettati verso le più disparate nazioni utilizzando la tecnologia per intervistare chi mai avremmo pensato di trovare.

Trattandosi di una collaborazione tra l’Università californiana con i suoi giovani tutor e il nostro gruppo friulano, l’inglese è stata la “lingua franca” usata per comunicare. «La possibilità di lavorare con gli studenti oltre oceano è stata un’ottima possibilità per affinare il mio inglese», spiega Giacomo Mastronardi. Dunque un ottimo segnale anche per le abilità linguistiche apprese tra i banchi di scuola, che sono state messe alla prova e migliorate grazie ad impactmania.

Ecco che si sono create delle vere e proprie connessioni, dei fili rossi che hanno reso più vicini noi ragazzi a figure a cui guardare come un’ispirazione per il futuro. Racconta Denida Doda, una delle compagne di Messaggero Veneto Scuola impegnata nel progetto: «Nonostante tutto, ci sono sempre persone che anche nei tempi peggiori continuano a lavorare. A dare un contributo alla nostra società, per fare sì che il domani sia un giorno migliore. Persone che ho potuto intervistare come il professor Iacoboni che in California conduce la sua ricerca sui neuroni specchio, e la testimone della Shoah Edith Bruck».

È possibile che vi chiediate com’è venuta alla luce la collaborazione tra il Messaggero Veneto Scuola e l’ateneo californiano.

Curioso allora scoprire che l’idea è nata tra le montagne friulane che la scorsa estate hanno ospitato il festival di scienze “Nanovalbruna”, dove tra l’altro alcuni di noi torneranno tra il 19 e il 24 luglio . Proprio in quell’occasione Paksy e la nostra giornalista coordinatrice Gabriella, entrambe energiche ed intraprendenti, hanno pensato di proporci il programma impactmania, sorprendendo fin da subito chi di noi era presente nella frazione di Malborghetto.

«In quei giorni a Valbruna, tra incontri con esperti ed escursioni naturalistiche, non mi sarei mai aspettata di conoscere Paksy, proveniente dalla California, e sapere di un possibile percorso impactmania tra Messaggero Veneto Scuola e Ucsb», afferma Chiara Zanella della nostra redazione.

Era presente al festival di scienze anche Martina Chirico, studentessa dell’Università di Trieste che in questi ultimi mesi ha realizzato articoli sul nostro progetto, pubblicati sulla pagina www.impactmania.com. «Il programma in una parola? Novità. Per me è stata la prima volta in cui ho dovuto scrivere degli articoli che poi sarebbero stati pubblicati su vari siti e social. La prima volta in cui ho tenuto delle interviste a voi ragazzi e agli studenti americani. Ho imparato molto leggendo quello che avete scritto e mi avete raccontato».

Approdati alla destinazione del viaggio virtuale tra la “mente umana e le migrazioni”, annunciamo ufficialmente una data molto importante per chi di noiha dato il proprio contributo ad impactmania. Il 18 maggio prossimo alle 18 (fuso orario italiano) mostreremo i frutti delle nostre interviste in una mostra virtuale raggiungibile dal link https: //ucsb. zoom. us/my/paksy, a cui ogni interessato può partecipare.

Però nel caso in cui non vi fosse possibile raggiungerci, vi invitiamo a visitare la pagina www.impactmania.com dove le interviste che abbiamo realizzato nel corso del programma sono pubblicate in lingua inglese ed italiana.

Forse vi stupirà vedere come molti di noi siano riusciti a trattare argomenti così complessi ed attuali come la migrazione, non soltanto nella lingua madre ma anche in una straniera.

Allora è evidente che in un anno pieno di difficoltà dure da abbattere, il progetto impactmania è stato una piacevole sfida che abbiamo superato con grande orgoglio e costante determinazione. —



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